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I NODI DI CARLA AMICI

Venerdì 17 Dicembre 2010 09:12

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Piazza-Roccagorgaweb
E' stato un anno sorprendentemente movimentato per la politica di Roccagorga. Nel secondo anno della sua legislatura, il sindaco Carla Amici ha infatti dovuto fare i conti con una serie di fratture all'interno della sua coalizione che parevano improponibili all'inizio del suo mandato e soprattutto alla luce di numeri che, in assise, parevano garantirle una stabilità e un'autorità tali da poter compiere speditamente il suo cammino legislativo.

I maggiori problemi per il primo cittadino sono venuti tutti dagli esponenti del Partito Democratico. E' stato l'allora segretario Giampiero Nardacci a dare il via alla stagione delle fratture quando, non trovandosi più in linea con le direttrici e con alcune tensioni nate in seno al direttivo del partito stesso, dopo aver esternato il suo punto di vista, ed aver ricevuto una risposta dai toni decisamente categorici, ha deciso di farsi da parte presentando le proprie dimissioni. A ruota è arrivato l'intervento dell'ex primo cittadino rocchigiano, Loreto Bevilacqua che nella contesa Amici-Nardacci, in un certo qual senso ha preso le parti dell'antagonista del sindaco, inasprendo di fatto i toni di una contesa che, a mezzo stampa, ha tenuto banco per mesi. Ad arricchire lo scenario di discussione nel centrosinistra del paesino lepino, le esternazioni di Osservatorio Democratico, mai tenero con Carla Amici che, in tutta risposta, si è ad un certo punto arroccata dietro a risposte piccate prima, e a no comment in seguito, stanca di ribattere punto su punto anche a critiche a volte anacronistiche (vedi la vicenda wi-fi).Segnali distensivi sono giunti dal congresso comunaledel PD, quando, con l'elezione a segretario di Erasmo Spaziani, il direttivo ha in un certo senso sposato una linea moderata e di dialogo, considerata specialmente l'esperienza e la misuratezza messe in campo dallo stesso Spaziani nell'arco della sua militanza ultra decennale. A mancare, in un tale panorama, è stato il ruolo delle opposizioni consiliari, troppo spesso osservatrici silenti della situazione e poco propositive.