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LA ZTL E I SUOI RISVOLTI PROBLEMATICI
Mercoledì 25 Maggio 2011 16:31
A qualcuno può fare sicuramente piacere. Ma, diciamolo subito, non ai cittadini. L'unico problema che attanaglia la città di Priverno in questi ultimi tempi sembra solo legato alla chiusura o no di via Consolare.
O all'istituzione della cosiddetta Zona a traffico limitato che dir si voglia, nella centralissima via che attraversa la città da Porta Romana a Porta Napoletana. Questa, indubbiamente, è una grande notizia. Perché, così pensando, sembra che tutto il resto nella Metropolis Volscorum vada bene. Ma chi guarda la realtà quotidiana senza ombre o pregiudizi o, comunque, senza quei classici occhiali scuri che impediscono di vedere la realtà effettuale, come la chiamava quel grande che corrisponde al nome di Niccolò Machiavelli, si accorge che le cose non stanno propriamente così. E, in verità, si tratta della stragrande maggioranza che vive nel centro urbano della città. Ed allora vediamo, precisando che non si tratta di nostre personali considerazioni, ma di messaggi raccolti vivendo giorno dopo giorno accanto alla gente che, magari, per pudore, per atavica deferenza nei confronti del potere o per menefreghismo, non parla ad alta voce. Insomma, i problemi veri della città non emergono a fronte di scelte dettate probabilmente da menti illuminate. Allora, vediamo. A nessuno viene in mente che Priverno vive una delle pagine più piatte della sua storia democratica. Ma, al di là, di qualsivoglia considerazione polemica, veniamo ai fatti. Il fatto che il traffico cittadino, soprattutto nelle vie di accesso alle città crea problemi ad automobilisti e cittadini non sembra interessare nessuno. Il fatto che diversi commercianti del centro storico stanno per abbassare definitivamente le saracinesche sembra cosa di poco conto. Ed ancora. Gli abitanti di via dello Spirito Santo non c'hanno capito praticamente niente di quei segnali di divieto di sosta, tanto che il lato destro a scendere è sempre pieno di macchine senza che uno - dicasi uno - vigile urbano intervenga per sanzionare i trasgressori è sotto gli occhi di tutti. Il terminal di via degli Orti merita un discorso a parte. Indubbiamente, quando fu progettato (è passato quasi un quarto di secolo) aveva un senso, ma oggi, grazie anche alla geniale idea di chi ha realizzato la rotonda di borgo Sant'Antonio, è diventato una palla al piede del traffico, soprattutto in accesso alla città. Ma, evidentemente, chi avrebbe la possibilità di prendere delle decisioni passa poco da quelle parti. Ed ancora. Il castello di San Martino, acquisito al patrimonio comunale da una geniale intuizione, grazie anche all'istituzione del Museo per la Matematica, era diventato fulcro del turismo scolastico, mentre oggi è diventato Cenerentola autentica. Il parcheggio sottostante il terminal di vai degli Orti, oltre ad essere ricettacolo di immondizie, siringhe e scritte talvolta di pur simpatico tenore, è abbandonato a se stesso. Il giardino di via del Falzarano, intestato ai Martiri delle Foibe, è pieno di rifiuti, e quest'anno non è stato nemmeno oggetto di attenzione da parte di chi l'aveva voluto istituire. E lasciamo stare le strade di accesso e interne alla città. Nessuno, di tutti i cittadini interpellati, ricorda da quando sia stata passata una mano di asfalto. Ed ancora. La raccolta dei rifiuti. Sono state realizzate le cosiddette isole ecologiche a scomparsa. Ma ancora non decollano. Anzi, sono già vittime dell'usura del tempo e dell'incuria degli uomini. A Fossanova, poi, i turisti arrivano e prima di visitare l'abbazia, il lunedì non sanno dove prendere un caffè o andare al bagno. Non sappiamo se abbiamo evidenziato tutto quanto da noi visto e da molti cittadini segnalato. Ma, di certo, tutti a Priverno sanno una cosa: il vero e unico problema della città è la chiusura al traffico di via Consolare. Così chi vive chiuso nelle sacre stanze ha fatto credere. Tutti la contestano, commercianti, residenti, partiti di opposizione. Ma chi decide, ha scelto. Ed allora, una città con un solo problema ha il dovere di ringraziare chi ha risolto gli altri. Così come ha fatto nella primavera del 2009.




