- Errore
CONTINUA LA PROTESTA PER IL CENTRO DIURNO
Giovedì 22 Luglio 2010 18:34

Luca Morazzano
Le manifestazioni in difesa del Centro Diurno di San Martino proseguono. La settimana scorsa è stata la volta del presidio davanti all'ufficio dei servizi sociali, presidiato da una trentina di persone per nulla rassegnate allo smantellamento del servizio.
Sono tante le mozioni cui si appellano i presenti che hanno promosso le proprie mozioni in un volantino: "I nostri governanti a parole dicono di voler sostenere la famiglia, i giovani, i soggetti più deboli e bla, bla, bla, ma poi, nella dura realtà ci si accorge che il peso della crisi ricade proprio sulle famiglie, il cui reddito non arriva mai a fine mese, i giovani senza lavoro, sui disoccupati, sulle persone più disagiate. La vicenda del centro diurno per portatori di handicap sta a dimostrare proprio tutto questo. Prima il trasferimento da Fossanova a S. Martino, in locali pur dignitosi, ma insufficienti alle esigenze del centro, dove le attività vengono svolte negli stessi locali in cui si mangia. Successivamente la soppressione delle attività di musica e di ceramica. Ora il pagamento delle colonie estive. Il tutto senza un minimo di confronto con le famiglie, interessate a trovare eventuali soluzioni alternative. Alla faccia della democrazia partecipata di cui tanto ci si vanta! Il centro sembra così destinato a diventare un luogo di semplice "parcheggio" dei disabili dove si torna a fare solo assistenza caritatevole. Come genitori e come cittadini chiediamo il rispetto di quelli che sono i nostri diritti. Vogliamo che il centro sia un luogo dignitoso dove i nostri ragazzi possano esprimere le loro diverse abilità e dove queste abilità possono essere valorizzate e, perché no, commercializzate. Vogliamo un centro dove le persone che vi lavorano, a cui va il nostro ringraziamento, siano giustamente motivate anche attraverso il regolare pagamento delle loro spettanze. Vogliamo cioè un centro che promuova l'integrazione delle persone disabili nel tessuto sociale e non le emargini. Per questo chiediamo in primo luogo di ripristinare i corsi di musica e di ceramica, chiediamo un ampliamento del centro dove tutte queste attività possano essere regolarmente svolte, chiediamo di discutere sulle modalità organizzative delle colonie estive. Chiediamo, cioè di migliorare la qualità del centro e conseguentemente la qualità della vita dei disabili anche attraverso forme di collaborazione con altri enti istituzionali e con la asl e con altri comuni interessati. Riteniamo che i fondi necessari a tutto questo possano essere reperiti attraverso apposite progettualità , anche presso altri enti istituzionali. Basta volerlo, con un poco di attenzione in più e con il necessario coinvolgimento democratico. Per il raggiungimento di questi obiettivi, chiediamo il sostegno di tutte le forze politiche, sociali sindacali e dei mass..media, il sostegno della chiesa e di tutta la città, perché questo problema anche se riguarda poche famiglie, misura il livello di civiltà di una comunità. Riteniamo che una società è tanto più giusta quanto più si fa carico dei diritti delle minoranze. Per questo le famiglie hanno costituito un comitato spontaneo a cui è stato affidato l'incarico di rappresentare le loro istanze presso tutte le istituzioni che possano contribuire al rilancio e al potenziamento del centro diurno di Priverno".



