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POCHI FONDI PER ULTIMARE I LAVORI SOSPESI
Giovedì 19 Maggio 2011 17:54
Tempi di crisi per tutti, comuni compresi. Le amministrazioni infatti, a causa della mancanza dei fondi, lasciano spesso a metà opere iniziate anche anni prima. A fronte di difficoltà oggettive però c'è chi ravvede anche delle responsabilità soggettive degli stessi governanti nella gestione dei lavori stessi.
E' il caso di Priverno dove Sinistra Ecologica e Libertà ha reso pubblico nei giorni scorsi una sorta di volantino dossier sulle varie incompiute in cui si legge: "C'è stato un tempo in cui in questa città c'era la voglia e anche la capacità di progettare il futuro, di immaginare uno sviluppo civile, sociale, culturale ed economico capace di creare benessere o comunque opportunità per le nuove generazioni. Si sono fatti programmi, ottenuti miliardi di finanziamenti, iniziate (e anche portate a termine) opere importanti; a distanza di un decennio o poco più il bilancio che malinconicamente si deve registrare è uno zero assoluto.
Opere bloccate da contenziosi infiniti, opere ultimate ma mai utilizzate, opere ultimate e malamente sprecate. L'area archeologica rappresenta la situazione in questo momento più precaria; milioni di euro spesi, preziosi reperti raccolti in due Musei, un prezioso Museo all'aperto essa stessa è oggi in totale abbandono. Un contenzioso con l'impresa che si trascina da anni e che rischia di durare altri anni ne impedisce ogni uso. Erbacce ovunque, gli scavi completamente allagati, il lavoro di anni probabilmente rovinato. Palazzo Zaccaleoni rappresenta invece una storia infinita, un contenzioso devastante con ditte, progettisti, direttori dei lavori; lavori interrotti mille volte, costi aumentati, progetti modificati, tecnici sfiduciati, soldi finiti. Il fiore all'occhiello di un vasto progetto di recupero e riqualificazione dell'intero Centro Storico è un triste monumento all'inefficienza e all'incapacità. Su palazzo San Giorgio è avvolto un mistero assoluto per un lavoro ultimato, inaugurato per la campagna elettorale del Sindaco e poi sprangato per l'immancabile contenzioso con la ditta. La splendida torre a pochi passa dalla piazza del Comune aspetta silenziosa di conoscere la propria sorte. Altro gioiello completamente restaurato e chiuso sono le Mura Medievali. A causa del solito contenzioso con la ditta e con il progettista ha portato alla recinzione dei lavori pure ultimati. Si passa poi alle case popolari in via Volpe: 14 appartamenti di edilizia popolare da mettere sul mercato a prezzi equi, una boccata di ossigeno per 14 famiglie. Qualche anno fa la ditta chiede la revisione dei prezzi e con 200-250 mila euro in più si impegna alla consegna chiavi in mano. Il rifiuto della trattativa blocca il cantiere e oggi per terminare i lavori siamo sui 6-700 mila euro".




