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ALTRA PAGINA NERA NEL SISTEMA SANITÀ

Giovedì 28 Aprile 2011 12:31

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insegnaospedaleprivernodi Mario Giorgi

Ogni giorno che passa si scrive una nuova pagina sulla sanità a Priverno. E, purtroppo, sono per lo più pagine negative. E tutto questo avviene, ormai, da una decina d'anni. O, forse, più. L'ospedale di Priverno non chiude - si disse all'inizio di una lunga brutta storia - ma si dividono soltanto i servizi con il "San Carlo" di Sezze, per evitare inutili doppioni: lì il reparto di Medicina, qui quello di Chirurgia.

Tranquilli, si disse qualche tempo dopo: Chirurgia non scomparirà dal "Regina Elena". Chiude sì il reparto, ma sarà attivato il servizio di day surgery. E, poi, quando anche il reparto di Ostetricia e ginecologia (uno dei fiori all'occhiello in ambito provinciale) fu smantellato, quelle stesse persone - politici ed amministratori, regionali e locali, di centrodestra come di centrosinistra - continuarono a gridare a gran voce: l'ospedale di Priverno non chiude, sarà solo riconvertito. Diventerà un Presidio territoriale di prossimità. Insomma, qualcosa che buona parte della gente comune credette si trattasse addirittura di un miglioramento di quello che c'era. Ma non finì qui. Il Pronto soccorso non sarà chiuso. Sarà solo trasformato in un Punto di primo intervento. Come a dire, con tutto il rispetto per gli operatori, se stai male corri subito a Terracina o a Latina. Ed ancora. Il Laboratorio analisi, ancorché trasformato in Punto prelievi, continuerà a funzionare. Ma il sabato, giornata favorevole per i lavoratori, il servizio non viene effettuato. I locali Asl di via Madonna delle Grazie saranno ristrutturati e in essi saranno installate addirittura una Tac ed una Risonanza magnetica. Ma poi i lavori si sono interrotti per diverse settimane. Ma quegli stessi politici e amministratori gareggiavano a rivendicare meriti di non si sa che cosa o, comunque, si arrogavano la primogenitura della difesa del niente. Qualcuno, più prudente, evitava di fare dichiarazioni. Poi, finalmente, quei lavori sono ripresi, ma in verità vanno avanti a singhiozzo. Ma i cittadini di Priverno non hanno fatto in tempo a tirare un sospiro di sollievo per il ritorno degli operai a Madonna delle Grazie, che nuove tegole si sono abbattute sulla sanità privernate. La prima riguarda l'ambulatorio di Ostetricia. Dalla chiusura del reparto all'ex "Regina Elena", quell'ambulatorio ha rappresentato un servizio indispensabile per le donne in generale e quelle in gravidanza in particolare. Lo garantivano, per due giorni a settimana, altrettanti ginecologi. Da un pò di tempo il servizio è stato praticamente dimezzato: è attivo un solo giorno a settimana. Ma non è finita qui. Perché l'unico medico rimasto, nelle prossime settimane si trasferirà all'ospedale di Fondi. E visto come sono andate le cose finora, c'è il rischio che non venga sostituito. Il problema è serio. Perché le donne interessate o devono sottoporsi a impossibili liste di attesa o devono, inevitabilmente, far ricorso al privato. Con evidenti maggiori spese da sostenere. Non resta che aspettare le solite notizie rassicuranti di quei politici e amministratori e della stessa azienda sanitaria Latina, che hanno sempre invitato a vedere il bicchiere mezzo pieno. Invece, mentre il silenzio di chi di dovere sulla riduzione di quel servizio diventa assordante, arriva una nuova pesante tegola sul servizio sanitario privernate. E - ironia della sorte - riguarda ancora una volta le donne. Secondo quanto si sente ripetere con sempre maggiore insistenza anche in ambienti sanitari, tra pochi giorni - forse già dal 1° maggio - potrebbe saltare presso l'ex ospedale "Regina Elena" lo screening mammografico, attivo a Priverno da oltre dieci anni e riservato a tutte le donne che hanno superato i cinquanta anni di età. Quel servizio nel centro collinare lepino fu attivato nell'ambito del progetto di prevenzione del tumore della mammella. Prevedeva che ogni due anni, le donne over 50 fossero chiamate a sottoporsi all'esame radiografico gratuito. Quello screening, però, veniva assicurato dai radiologi in ambito di lavoro straordinario. Ora sembra che proprio a partire dal 1° maggio la regione o la direzione aziendale, o tutte e due, hanno deciso di tagliare del 50% le ore di straordinario per tutti i dipendenti Asl: dal primario al portantino. E, quindi, stando così le cose, lo screening mammografico all'ex "Regina Elena" rischia di saltare. O, comunque, di essere fortemente ridotto. Chissà se anche questa volta si farà sentire la voce di politici, amministratori e azienda, tesa ancora una volta a rassicurare, affermando magari che il servizio non è stato soppresso, ma solo diluito nel tempo! Alla faccia della prevenzione. Per non parlare, poi, delle vicende del Punto di primo intervento. Dovrebbe essere attivo H 24, ma talvolta di notte è chiuso. E, peggio ancora, può capitare che non ci sia il medico. Come, purtroppo, è già accaduto. Anche in questo caso, tra il silenzio di amministratori ed esponenti politici di rilievo che la città può contare a livello provinciale e regionale e le proteste di gruppi, osservatori ed associazioni, da parte di azienda e regione si continua a giocare con la salute della gente: il Punto di primo intervento non chiude, di notte rimarrà aperto, non succederà mai più che manchi il medico. E chi, ormai, non ha più nulla, è costretto a doversi accontentare dell'ennesima promessa. Un'ultima annotazione. Un cittadino di Roccasecca, Antonio Pisa, ci ha inviato la foto di uno dei tanti segali indicatori posti ai vari ingressi della città. Dice che per arrivare all'ospedale (?) di Priverno, bisogna prendere quella direzione! Speriamo che nessuno ci creda.