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PD, IL CAPOGRUPPO DELLA DISCORDIA

Giovedì 07 Aprile 2011 13:38

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picozzadi Mario Giorgi

Il capogruppo della discordia. E sì, è proprio il caso di dirlo. La carica (!) di capogruppo al Consiglio comunale di Priverno del Pd ha scatenato un'autentica guerra all'interno del partito di Pierluigi Bersani nel centro collinare lepino, che - al momento - non è dato ancora sapere quali sbocchi potrà avere in futuro.

Va, innanzitutto, precisato che il Partito democratico a Priverno è all'opposizione di una Giunta eterogenea, comunque di ispirazione moderata e centrista, con appena cinque consiglieri. Frutto della sconfitta elettorale del 2008 che consegnò, per il secondo mandato consecutivo, la città ad Umberto Macci e ai suoi fedelissimi. All'insediamento del Consiglio comunale a rappresentare la pattuglia Pd fu nominata Elvira Picozza, da anni in prima fila nel Pci-Pds- Ds e poi nel Partito democratico. Tutto sembrava filare perfettamente in un partito che, ancorché sconfitto alle ultime amministrative, sembrava aver dato una svolta alla sua attività politica e amministrativa tingendosi di rosa. mauropetroleUna donna alla guida del gruppo consiliare (Elvira Picozza) e una donna alla guida del partito: Anna Maria Bilancia. Sembrava. Perché entrambe le signore nominate per ricoprire i due incarichi appartengono all'area che in provincia ha come riferimento Domenico Di Resta e, a livello nazionale, il segretario Pierluigi Bersani. Mentre la maggioranza del gruppo consiliare - quattro su cinque - si riconosce nella corrente di Claudio Moscardelli e, al congresso ha sostenuto Dario Franceschini. Tra le due anime del Pd ha cominciato a generarsi qualche difficoltà di rapporto. E, alla fine, i nodi sono venuti al pettine. Il gruppo di Moscardelli, che in Consiglio comunale ha il suo leader in Domenico Antonio Sulpizi, ha cominciato a pensare che - per bilanciare il peso delle due componenti - si dovesse cambiare la responsabile di uno dei due incarichi. Ma, Anna Maria Bilancia, coordinatrice cittadina del Pd, non poteva essere rimossa, in quanto eletta in sede congressuale. Ed allora l'ala moscardelliana ha puntato i suoi strali sul capogruppo consiliare. Le manovre per un dimissionamento di Elvira Picozza sono cominciate qualche mese fa. E si sono concretizzate nel Consiglio comunale di venerdì 1° aprile, quando il sindaco Macci ha dato lettura della comunicazione dei consiglieri Pd Francesco Aversa, Antonietta Bianchi (quest'ultima pare, però, che sia associata al gruppo Pd), Mauro Petrole e Domenico Antonio Sulpizi in cui annunciavano che il nuovo capogruppo nella massima assise cittadina privernate era Mauro Petrole. La dignità di Elvira Picozza nel prendere atto della situazione ha avuto come controaltare un durissimo intervento della coordinatrice cittadina del partito, Anna Maria Bilancia. "Purtroppo - ha immediatamente dichiarato - quello che temevamo, e volevamo scongiurare, è accaduto". Non che l'evento - ha continuato - "ci abbia colto di sorpresa, ma almeno ci si aspettava da parte del nuovo capogruppo una dichiarazione che annunciasse il suo nuovo ruolo e ne spiegasse le ragioni. Invece niente, nemmeno una parola: il nuovo capogruppo è rimasto in silenzio per tutta la durata dell'assise". "Nell'ultimo mese - ha sottolineato ancora Bilancia - della questione si è ampiamente discusso all'interno del nostro partito, ai vari livelli di segreteria, direttivo, esecutivo e sempre con la stessa conclusione: quella di non poter accogliere una decisione del tutto inopportuna e priva di fondamenti politici". Inopportuna perché Elvira Picozza "ha sempre assolto con efficacia al suo ruolo di capogruppo, impegnandosi più di ogni altro consigliere, spesso da sola, a rappresentare le posizioni del nostro partito, e quindi non si capisce la necessità di sostituirla". Priva di fondamenti politici perché "il partito non condivide tale scelta per tante ragioni, ritenendola, inoltre, un'ulteriore causa di distanza tra il partito e questo gruppo che, probabilmente, continua ad aver difficoltà nel riconoscersi in esso". Premesso che il partito continua a riconoscere Elvira Picozza come capogruppo, Bilancia ha concluso affermando che Aversa, Petrole e Sulpizi si sono assunta "la grave responsabilità di non riconoscere e recepire le indicazioni del loro partito, espresse unanimemente da tutti i suoi organismi". Insomma, è spaccatura totale. E, naturalmente, la maggioranza di Macci non può che rallegrarsene.