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CRISI SANITARIA: SIAMO AI MINIMI TERMINI

Giovedì 03 Marzo 2011 10:59

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exospedaleprivernodi Mario Giorgi

Se solo si volesse riportare tutte le cose che sono state dette, scritte e promesse sulla sanità a Priverno, non basterebbe un intero numero di questo giornale. Nelle ultime tre consultazioni elettorali - comunali (2008), provinciali (2009) e regionali (2010) - sono corsi davvero fiumi d'inchiostro.

Ma solo un ingenuo, un illuso o un disperato a causa di impellenti esigenze sanitarie avrebbe potuto credere a quanto detto da politici, candidati, responsabili di partito o semplici galoppini. Basterebbe una sola frase a sintetizzare il mare di promesse: "Vi ridarò ciò che vi è stato tolto!". La pronunciò la signora Renata Polverini, già segretaria nazionale Ugl e candidata alla presidenza della regione Lazio per il centrodestra sul palco del teatro comunale di via Domenico Marzi. Spinti dall'enfasi dell'oratore e dalla disperazione per aver visto smantellare, pezzo dopo pezzo, il vecchio glorioso ospedale generale di zona "Regina Elena", oltre che dalla concreta possibilità, che usciva dalle parole del futuro governatore del Lazio, di poter avere quel Pronto soccorso salvavita e quella decina di posti di osservazione breve che si credeva aver perduto, in sala scoppiò un fragoroso applauso. Ma non basta. Perché esponenti della maggioranza e dell'opposizione e rappresentanti dei vari partiti facevano a gara a stilare comunicati, in cui si annunciavano "magnifiche sorti e progressive" per la sanità privernate e la nascita di una cittadella sanitaria a Madonna delle Grazie. Con tanto di Tac e Risonanza magnetica. Sono passati pochi mesi. E, al posto di esaltanti comunicati, si può stilare solo un mesto bollettino. I lavori a Madonna delle Grazie sono bloccati da tempo, pare per un vecchio contenzioso tra azienda e regione. Qualche ufficio e l'ambulatorio fisiatrico continuano ad operare - con grande professionalità del poco personale in servizio - circondati da un mare di desolazione e di abbandono. Le apparecchiature di Tac e Risonanza magnetica sarebbero già state acquistate, ma non si sa dove installarle. Nella struttura del vecchio "Regina Elena" succede di tutto. In questo caso la denuncia di Sel è significativa: "Spesso non c'è il portiere e stanno pensando di eliminare il centralino (diventerà un porto di mare, giorno e notte), il sabato non si fanno prelievi (misteriosa decisione presa in Azienda, senza minimamente considerare le necessità di chi lavora e magari è libero il sabato. Ma tanto c'è il privato….), dopo le 14 non c'è il radiologo, non c'è il cardiologo (durante le feste di Natale il servizio è stato chiuso …per ferie), diversi medici stanno per andare in pensione e quasi certamente non verranno sostituiti con il serio rischio che saltino i Servizi che oggi garantiscono, il Punto di Primo Intervento è continuamente soggetto alle necessità di altre strutture (Fondi soprattutto) e rischia di diventare non più di una Guardia Medica". Brrr. Se a tutto questo si aggiunge che chi ha la sventura di ammalarsi non ha nemmeno più la certezza di essere ricoverato al "Fiorini" di Terracina, soprattutto nel reparto di Medicina, che pare abbia quotidianamente un consistente numero di appoggiati in altri reparti, ma corre il rischio - quando gli va bene - di finire a Fondi o a Formia il quadro è completo. Insomma, a Priverno ormai non solo non si nasce più, ma nemmeno si muore più, a meno che uno non abbia la fortuna di passare a miglior vita nel proprio letto. Non basta ancora. Perché c'è un'ultima ciliegina a completare la torta sanità a Priverno: le liste di attesa. Abbiamo già segnalate tante assurdità in passato. Ne vogliamo citare solo una. L'ultima di cui siamo venuti a conoscenza: un ecocolordoppler ai vasi epiaortici, prenotato, attraverso il numero verde regionale, l'11 febbraio 2011, sarà eseguito su un pensionato privernate il 12 marzo 2012 a Frosinone. E poi si lamentano quando si parla di mala sanità!