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I TANTI MOTIVI DI UNA CRISI PROFONDA

Mercoledì 23 Febbraio 2011 18:16

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federicodarcangeliseldi Mario Giorgi

Alle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Priverno mancano poco più di due anni. Ma c'è già chi si pone il problema di come affrontarle per garantire alla città un'amministrazione stabile e in grado di risolvere i gravi problemi che l'attanagliano.

Chi si sta, in verità, muovendo con convinzione per arrivare all'elaborazione di un progetto, capace di coagulare il maggior numero di forze politiche ma, soprattutto, di cittadini è il partito di Sinistra Ecologia e Libertà. Ed è con Federico D'Arcangeli, allora, che affrontiamo il problema. L'esponente Sel, oggi tra i banchi dell'opposizione, mostra di avere idee chiare. Ma, prima di lanciare il suo messaggio politico a chi vorrà raccoglierlo, D'Arcangeli - in un'intervista al nostro giornale - fa un'analisi cruda, spietata ma fortemente realistica delle condizioni in cui versano la città di Priverno, la sua economia e, di conseguenza, i suoi cittadini. Tutti temi che dovrebbero trovare poi posto primario in un programma elettorale. Primo punto l'edilizia. La crisi dell'edilizia - afferma - per decenni traino della nostra economia, ha investito come un ciclone la nostra comunità, riducendo drasticamente gli spazi di mercato per le nostre imprese e le opportunità di lavoro per le maestranze, un tempo eccellenze nel settore. Gli errori, i ritardi e le incertezze nella definizione e nella prima gestione del Piano Regolatore Generale ne limitano fortemente le possibilità di stimolo alla ripresa di uno sviluppo possibile e sostenibile (altro che "nuova edilizia" spesso senza mercato, c'è un intero "vecchio" paese da risanare e recuperare). Poi è la volta del terziario, dei servizi e del turismo. La crisi dei primi due - sottolinea - ha messo in discussione il nostro ruolo centrale nel comprensorio: negli anni, infatti, abbiamo perso una quantità di uffici più o meno mandamentali e la fine dell'ospedale è stata un duro colpo anche per la nostra economia. Il tentativo di valorizzare alcune tipicità (bufala e suoi derivati) si è perso nelle nebbie della politica degli annunci: chi si ricorda più della "Strada della bufala" o della scuola per casaro, dei grandi progetti di questa o quella Università, slogan buoni per una stagione elettorale? Il tentativo più serio, quello certo non risolutivo - continua D'Arcangeli - ma sicuramente capace di dare risultati, ovvero la valorizzazione turistica del nostro territorio, sta naufragando miseramente in un mare di incapacità e di inerzia burocratica: del Grande Attrattore di Fossanova non si parla più; l'Area Archeologica è, e rimarrà, chiusa; il Polo Museale è in crisi; San Martino è in abbandono; gli alberghi chiusi (quello del castello da sempre e quello di Fossanova da un mese); le altre "grandi opere", quelle su cui pure si puntava per creare percorsi e contenitori di storia, cultura, formazione (palazzo Zaccaleoni, Mura medievali, palazzo San Giorgio) sono bloccate ormai da anni. Il bilancio di decenni di progetti e decine di milioni di risorse impegnate è zero. La conclusione inevitabile di D'Arcangeli è solo una: "Priverno è una città stremata, disincantata, incapace ormai di progettare il suo futuro, in cui la lotta strenua dei 43 Lavoratori Socialmente Utili a rischio occupazione e i timori degli altri 42 lavoratori della Multiservizi, stretti anch'essi nella morsa di una seria crisi finanziaria e di mercato, ci dà l'esatto clima in cui stiamo vivendo. E ancora una volta il ruolo dell'amministrazione comunale è di semplice spettatore, incapace, come nel caso degli LSU, di farsi protagonista e di sfruttare al meglio le possibilità di stabilizzazione che, tra mille ambiguità, la Regione offre, e nel caso della Multiservizi mandando messaggi ambigui e intermittenti, un giorno di grande allarme e un altro di quasi tranquillità". La conclusione di Federico D'Arcangeli è un messaggio indirizzato a chi ha cuore le sorti della città ma, pare, soprattutto, a quelle forze politiche del centrosinistra che sembrano ancora lontane dall'elaborare un programma concreto: "Con questo quadro purtroppo bisogna fare i conti, scorciatoie non ce ne sono. Ci aspettano ancora due anni di purgatorio, prima di poter costruire una seria alternativa a questa Giunta. Ma il lavoro va iniziato da adesso, anche dall'opposizione alcune battaglie possono essere condotte e vinte e, comunque, è insieme alle persone che si costruisce un programma, una coalizione e si creano le condizioni per vincere".