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UNA POLITICA SENZA L’APPORTO DELLE DONNE

Giovedì 10 Febbraio 2011 13:09

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fiormontidi Mario Giorgi

Le donne in politica sono ancora troppo poche. Al di là delle cosiddette quote rosa o delle più rivendicate - dal mondo femminile - Pari Opportunità.

Della questione, nei giorni scorsi, si è occupato un gruppo di donne di Futuro e Libertà per l'Italia in un convegnodibattito presso la Camera dei deputati, coordinato da Paola Guerci, responsabile proprio della commissione Pari Opportunità di Fli. Alla kermesse, sicuramente interessante anche guardando alle piccole realtà locali o, forse, soprattutto ad esse, ha partecipato anche il capogruppo consiliare Fli al Comune di Priverno Adriana Fiormonti. L'iniziativa - ha spiegato l'esponente privernate del Fli - aveva l'obiettivo di sensibilizzare il mondo della politica e delle istituzioni ad introdurre la "doppia preferenza di genere" nella riforma del sistema elettorale degli Enti locali e nei decreti attuativi di riforma di Roma Capitale, come già fatto, peraltro, dalla regione Campania che, proprio in virtù di questa scelta, ha visto raddoppiare il numero delle donne elette. Infatti, la doppia preferenza di genere dà la possibilità all'elettore di esprimere due preferenze, a condizione, però, che siano riferite a candidati di sesso diverso. L'elettore resta libero, ovviamente, di decidere se avvalersi o meno della doppia preferenza. Ed Adriana Fiormonti enuclea proprio una serie di numeri a conferma della bontà di una scelta del genere. In Italia la presenza delle donne nei luoghi di rappresentanza e nei centri decisionali della politica resta marginale. I risultati delle ultime tornate elettorali - sottolinea - sono l'ennesima conferma della persistenza di un'anomalia della rappresentanza nel nostro Paese. Infatti, la percentuale di donne elette in Parlamento nel 2008 è pari al 20,2% (21,1% alla Camera e 18,4% al Senato); nelle elezioni per il Parlamento Europeo del 2009 è del 22,2% (16 donne su 72). Non solo. Ma, nell'attuale Governo, le donne Ministro sono solo cinque su ventitré e appena due sono a capo di dicasteri con portafoglio; infine, le donne Sottosegretario di Stato sono sei su trentasette. La situazione - continua con un certo disappunto Adriana Fiormonti - appare paradossale, considerato il fatto che l'elettorato femminile è pari al 52% del totale degli elettori italiani. Prendiamo, nel piccolo, la situazione al Comune di Priverno. I consiglieri eletti nel 2008 sono stati venti (tredici per la maggioranza e sette per la minoranza). Ebbene, di essi soltanto quattro sono donne. Tre nella minoranza: Adriana Fiormonti (Fli), Elvira Picozza e Antonietta Bianchi (Pd), mentre una sola siede tra i banchi della maggioranza: Francesca Onorati. Ma non finisce qui, perché nemmeno una donna è presente nell'esecutivo guidato da Umberto Macci, composto da sette assessori, di cui due addirittura esterni: tutti uomini. Ed anche alla luce di questa situazione, Adriana Fiormonti, nell'incontro-convegno organizzato alla Camera da Futuro e Libertà per l'Italia ha avanzato una proposta, peraltro ben recepita dall'assemblea: è necessario promuovere sul territorio azioni di sensibilizzazione, anche attraverso l'adozione nei Consigli comunali della regione Lazio di una mozione che promuova l'inserimento della doppia preferenza di genere nei sistemi elettorali da parte delle regioni, in ottemperanza all'art. 117 della Costituzione, condivisa con tutte le forze politiche presenti nei Consigli comunali. Anche perché - ha concluso il capogruppo consiliare Fli - la doppia preferenza di genere è uno strumento di maggiore contatto con i cittadini che, diversamente dalle "quote rosa", fa scendere le donne sul territorio, evitando che siano cooptate dall'alto. È una sorta di antidoto al "velinismo" imperante in grado di ripristinare l'autorevolezza delle donne in politica. Se sono rose, fioriranno.