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PARCO E CASTELLO SENZA CUSTODE, È POLEMICA

Giovedì 09 Dicembre 2010 08:36

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sanmartino2di Mario Giorgi

Il provvedimento di interruzione del servizio di guardianìa nel parco e nel castello di San Martino, con l'allontanamento del custode, deliberato proprio un anno fa, fu adottato dall'amministrazione comunale - si disse allora - per liberare i locali vicino al cancello d'ingresso, perché destinati ad altro uso. Si parlò di turismo sociale.

Ma a dodici mesi di distanza non si è saputo ancora nulla. L'estate scorsa - esattamente il 6 luglio - temendo che l'assenza del custode potesse "agevolare", in qualche modo, l'azione di malintenzionati, il gruppo consiliare del Pd presentò una specifica interrogazione al sindaco di Priverno, Umberto Macci, mettendo in guardia l'amministrazione comunale dai rischi connessi ad una tale decisione. elvirapicozzaNei giorni scorsi è accaduto quello che tutti temevano: furto con scasso al castello di San Martino. I soliti ignoti, indisturbati, si sono introdotti nel parco e, dopo aver scassinato una delle porte esterne del castello, sono entrati nei locali del Museo per la Matematica dal quale hanno sottratto alcuni computers. La vicenda, al di là del puro fatto di cronaca che, peraltro, si inserisce in un contesto di furti in civili abitazioni messi a segno nel centro collinare lepino negli ultimi tempi, riveste un evidente valore politico. A denunciare la situazione è il capogruppo consiliare del Pd Elvira Picozza. Il fatto, gravissimo - dichiara - conferma lo stato di abbandono e di degrado nel quale oggi versa l'importante sito, che fino a qualche anno fa rappresentava un polo culturale di eccellenza per la molteplicità e varietà di servizi in esso presenti e per essere mèta di migliaia di cittadini che vi si recavano - e, in verità, vi si recano ancora oggi - quotidianamente nel tempo libero. Oggi, continua Picozza, nonostante l'impegno degli operatori, si registra un'attività culturale fortemente ridotta, a causa del sensibile calo dei visitatori, sia presso il Museo per la Matematica, oggetto di scelte e cambiamenti rivelatesi nel tempo "del tutto sbagliate e irresponsabili", sia presso il Laboratorio di Educazione Ambientale che, "nato con una vocazione provinciale, a malapena riesce a coinvolgere nelle sue attività, le Istituzioni scolastiche locali". Ma Picozza non si ferma qui. E ricorda "la gestione fallimentare del bar annesso, che ha provocato ingenti danni economici al Comune di Priverno e, quindi, ai cittadini che pagano in prima persona i danni provocati da un'amministrazione, a dir poco, "distratta" e scarsamente accorta nella gestione del proprio patrimonio". Naturalmente - lancia la sua stoccata finale il capogruppo consiliare del Pd - nonostante il sindaco non perda occasione per rilevare che la minoranza non collabora in modo costruttivo, l'invito a ponderare adeguatamente il pericolo di esporre l'intera struttura e i beni naturali e materiali in essa presenti ad atti di vandalismo e di possibile intrusione sono caduti nel vuoto, con il risultato che oggi, purtroppo, dobbiamo constatare. Una sola nota a margine. Al di là della polemica politica, il problema esiste. Anzi, in verità, è addirittura doppio: sicurezza di parco e castello, ma anche di quell'edificio, una volta casa del custode e, in futuro, forse ambiente destinato ad un non meglio specificato turismo sociale.