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SANITÀ E TRASPORTI PUBBLICI, UN'ODISSEA

Mercoledì 01 Dicembre 2010 16:09

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privernoospedaledi Mario Giorgi

Fino ad un paio di anni fa fiore all'occhiello - almeno per alcuni reparti - della sanità pontina, il "Regina Elena" di Priverno non è ormai più un ospedale.

E, forse, nemmeno un ex ospedale, viste le condizioni in cui si trova e i servizi al cittadino che riesce a fornire. Tra la gente, ancora oggi, c'è rimpianto, ma anche rabbia. E' vero, ormai sono in pochi a sperare che qualcosa cambi. Ad illudersi che "ci saranno restituiti" almeno dieci posti di osservazione breve nella struttura di via Madonna delle Grazie, dove, peraltro, pare si stia aprendo un contenzioso tra l'azienda sanitaria e la ditta che sta eseguendo i lavori. stazione_priverno_-_fossanovaMa tra i cittadini, specie i più anziani, c'è sempre l'amara considerazione, probabilmente suggerita dall'età, su "dove" si andrà a morire. E sì, perché chi non ha la fortuna di morire in casa, bene che gli vada potrà dire addio a questa terra all'ospedale "Fiorini" di Terracina. Bene che gli vada. Perché c'è anche il fondato rischio di chiudere gli occhi in una stanzetta del "San Giovanni di Dio" di Fondi o, forse, in un nosocomio del sud della provincia pontina. E, quindi, lontano decine e decine di chilometri da casa. Allora, la questione che si pone ora non è tanto quella di stare ad individuare responsabilità di uomini e di partiti politici di ieri e di oggi - che pure ci sono, ed anche gravi - per lo smantellamento di quello che una volta era un ospedale generale di zona, ma problema reale è diventato il collegamento tra la città di Priverno, ed altri centri del comprensorio collinare lepino che in passato gravitavano sull'ex "Regina Elena", e il "Fiorini" di Terracina. Se mi togli una struttura ospedaliera ed alcuni importanti servizi, tu Stato, tu regione, tu Asl, tu ente locale, mettimi almeno nelle condizioni di poter raggiungere la struttura sanitaria pubblica che mi hai imposto come riferimento. Questa è la considerazione della maggior parte dei cittadini della zona collinare. Soprattutto di quelli che non possono permettersi - e, purtroppo, ce ne sono oggi più di ieri, data la grave crisi che ha investito le famiglie - l'uso del mezzo privato. Andare da Priverno al "Fiorini" di Terracina per una visita specialistica o per un esame diagnostico è, davvero, una sorta di odissea, orari Cotral e FS alla mano. Se l'appuntamento è fissato nella mattinata, il cittadino utente deve uscire di casa praticamente all'alba, senza peraltro avere certezze di poter tornare appena finito l'esame. Se, invece, la visita medica è di pomeriggio, si rischia di tornare a casa a notte fonda. Solo per cronaca riportiamo gli orari Cotral e Fs. Collegamento Cotral Priverno- Terracina: ore 7:20; ore 8:20; ore 14:45; collegamento Cotral Terracina-Priverno: ore 7:20, ore 13:40. Collegamento FS, dalla stazione di Priverno-Fossanova, per Terracina: ore 7:25; ore 15:53; ore 18:48; ore 19:59. Ritorno in treno da Terracina a Priverno-Fossanova (qui va un po' meglio): ore 7:32; ore 13:50; ore 16:35; ore 19:27. Se poi si ha la ventura di avere un parente ricoverato in uno dei reparti del "Fiorini", la situazione diventa ancora più difficile, perché l'ingresso visitatori all'ospedale terracinese è previsto dalle ore 13:00 alle ore 14:00 e dalle ore 18:00 alle ore 19:00. E, come si evince dai numeri, il cosiddetto riassetto sanitario non è stato supportato in alcun modo da un riassetto della mobilità sul territorio. In verità, qualche Comune dell'entroterra lepino ha risolto in proprio il problema, mettendo a disposizione dei cittadini un mezzo comunale. Da Priverno, finora, è arrivato solo l'impegno ad intervenire sul Cotral. Ma la speranza è l'ultima a morire. Questa, davvero, in ogni luogo. Senza distinzione di latitudine.