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SISTEMA POLITICA, UN FIRMAMENTO FRANTUMATO

Mercoledì 20 Ottobre 2010 17:23

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priverno

di Mario Giorgi

La situazione politica privernate offre un quadro niente affatto rassicurante per il cittadino. Nel centrodestra, come nello schieramento opposto. Non ci sono più quei due tre punti di riferimento precisi che avevano caratterizzato la storia di questa città. Nascono movimenti nell'ambito dello stesso schieramento - nello specifico il centrodestra - mentre dall'altra parte (centrosinistra) non si riesce a trovare un'unità di intenti, anche in vista di un futuro elettorale.

La frantumazione nello schieramento di centrodestra è sempre più evidente. Sono cinque o sei le anime che, in quello che una volta era il locale Popolo della Libertà (o, forse, è meglio dire Alleanza nazionale e Forza Italia), convivono da separati in casa. C'è il PdL ufficiale, che fa capo, da una parte, al coordinatore cittadino Angelo Perfili, all'assessore provinciale Fabio Martellucci, al cofondatore di Forza Italia nel centro collinare lepino Francesco Baglione (riferimento Claudio Fazzone) e dall'altra agli ex Udc Matteo D'Arcangeli, Carlo Martellucci e Giuseppe Di Legge (riferimento Gina Cetrone-Armando Cusani). C'è, poi, il gruppo di Nuova Area, che ruota attorno al sindaco Umberto Macci, che ha una maggioranza schiacciante in Consiglio comunale, potendo contare su ben dodici consiglieri più due assessori esterni, ma che tra i cittadini sembra aver perso quell'appeal che lo aveva caratterizzato al suo ripresentarsi da leader sulla scena politica. Altro gruppo consistente è il movimento "Orizzonti Diversi", costituito da Angelo Grenga, vicino, in provincia, alle posizioni del consigliere regionale Stefano Galetto, ma che a livello nazionale guarda con molto interesse a Gianfranco Fini. Al presidente della Camera è vicinissimo anche il gruppo "Generazione Italia" di Antonio Dini. Ultimo nato, in ordine di tempo, è il Circolo "Nuova Italia", associazione politico-culturale vicina al sindaco di Roma Gianni Alemanno, coordinata dal responsabile territoriale Tommaso Iacoacci. Insomma, un firmamento variegato, di cui, al momento, non si riesce a vedere una probabile aggregazione. Ma se Atene piange, Sparta non ride. Nell'altro schieramento, se si toglie Sinistra Ecologia e Liberta, che ha in Federico D'Arcangeli il suo punto di riferimento, e che è riuscita ad aggregare un consistente numero di giovani, il centrosinistra classico, che una volta ruotava attorno ai DS e alla Margherita, non sembra evidenziare una linea di unità e di chiarezza. I vecchi leoni DS sembrano aver perso mordente e i giovani tardano a costruire un'alternativa sicura, malgrado l'impegno del coordinatore cittadino Anna Maria Bilancia (riferimento Pier Luigi Bersani). La presenza di Domenico Antonio Sulpizi (riferimento Claudio Moscardelli) appare sempre condizionante, mentre la vicenda di Pierantonio Palluzzi, candidato alle regionali con la Lista Bonino, espulso, poi riammesso nel PD, infine nuovamente messo in discussione, sa quasi dell'incredibile. In questo contesto il cittadino elettore si muove con sempre maggiore difficoltà. Ed avverte sempre più distante il Sistema Politica. Proprio nel momento in cui la città sembra vivere uno dei momenti più grigi della sua storia.