1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer>
Errore
  • XML Parsing Error at 1:382. Error 9: Invalid character

SEL, AFFONDO FRONTALE ALL’AMMINISTRAZIONE

Giovedì 30 Settembre 2010 08:53

PDF Stampa E-mail

sanmartino

di Luca Morazzano

IL MUSEO DI S.MARTINO... Prima o poi i nodi vengono al pettine. Questo è quanto recita un famoso proverbio e, a forza di insistere, il noto adagio si è ripetuto in sede di consiglio a Priverno. Il casus belli è il Museo di San Martino e l'insistenza ce l'ha messa SeL che alla fine, nel Consiglio di giovedì scorso, grazie ad una nostra interrogazione, è riuscita mettere in discussione la gestione del Museo PER la Matematica.

E' lo stesso movimento di opposizione privernate a sottolineare in una nota: "Una vicenda a suo modo emblematica di una amministrazione che come la Penelope notturna è riuscita a disfare ( o quanto meno a lacerare) la tela che altri avevano iniziato a tessere, e che doveva rappresentare l'ordito dello sviluppo di questa comunità. Un Museo DELLA Matematica di eccellenza che faticosamente si era riuscito ad accreditare ormai su scala nazionale, distrutto dal solo desiderio di rivalsa che ha animato all'inizio la Giunta Macci. Un Museo che arrivava a circa 14 mila visitatori sostituito da una Cosa che a fatica oggi totalizza 7 mila visitatori nello stesso arco di tempo. E che fa da pendant a tutte le altre opere pubbliche (da ultimo i 14 appartamenti comunali di via Volpe, ultimati da anni e mai consegnati per un contenzioso con la ditta costruttrice ) che da anni sono ormai bloccate per conflitti con le ditte o con i progettisti. Milioni di euro pubblici spesi senza che vi fosse per questo territorio la più piccola ricaduta". Se alla discussione seguiranno provvedimenti non è dato ancora sapere, ma intanto la speranza è che attraverso il rilancio del museo, il turismo di Priverno e dei monti Lepini in genere, ormai in conclamato affanno, possa ricevere una boccata di ossigeno.

...E FONTANA VECCHIA Encomiabile nei rapporti verso l'esterno, con una sfilza di gemellaggi da far invidia ai capoluoghi di provincia e una serie di rapporti intrapresi con altri paesi di altri stati della comunità europea e anche oltre i confini del vecchio continente, le opposizioni muovono però le critiche all'amministrazione Macci perché la stessa, non sarebbe altrettanto brillante nella gestione delle cose di casa sua. Fuor di metafore, quelli di SeL imputano al sindaco e al suo entourage troppa dedizione e troppa cura a rapporti di rappresentanza con conseguente trascuranza di tante tematiche che riguardano il territorio privernate. Non ultima quella delle opere incompiute (che possono essere ad esempio palazzo Zaccaleoni o le mura poligonali) o altre lasciate in rovina come il caso dell'area archeologica. C'è però un nuovo allarme acceso adesso da Federico D'Arcangeli che riguarda lo storico lavatoio di FontanaVecchia. Un luogo intriso di storia, restaurato dall'attuale amministrazione ma che ora, caduto nel dimenticatoio, in stato di abbandono quasi totale, pare destinato ad un deperimento grave e già avviato come sottolinea lo stesso consigliere di opposizione: "Questo non è solo il paese i cui una mezza dozzina di grandi opere ( su cui si sperava di poter innestare un filone di sviluppo possibile ) sono ormai bloccate da anni, senza che di alcune si riesca a vedere un qualche spiraglio di luce; è anche il paese in cui un'opera " minore" viene ultimata non una ma due o tre volte, più volte addirittura inaugurata in pompa magna e infine abbandonata all'incuria e al degrado. La gloriosa Fontana Vecchia, un pezzo della storia della nostra comunità, lavatoio collettivo per intere generazioni di donne, oggetto di innumerevoli interventi di restauro, sembrava finalmente destinata a nuova vita, inserita in un contesto di verde attrezzato in una zona recuperata ad una dimensione di civiltà. Per qualche mese tutto ha funzionato, fontanelle e vasche comprese, poi però è arrivato l'abbandono e il degrado. La stessa area bonificata, con tanto di panchine e illuminazione, completamente coperta dalle erbacce: uno spettacolo desolante. Cosa hanno da dire i nostri amministratori?