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Sanità, la denuncia dell’Osservatorio
Giovedì 02 Febbraio 2012 11:23
Priverno e i servizi sanitari, un binomio ormai irricomponibile. Da quando quello che fino a qualche anno fa fu un apprezzato ospedale è stato chiuso, i servizi, ad uno ad uno, hanno cominciato a perdere colpi, sono stati smantellati o, quanto meno, rischiano di esserlo in maniera definitiva.
La denuncia è dell’Osservatorio sulla sanità locale, costituito dal Partito democratico, da Sinistra Ecologia e Libertà, dall’Italia dei valori e da privati cittadini. Che, nella sua attività di individuazione dei problemi e di azioni di protesta – si legge in una nota – si è ormai sostituito all’amministrazione comunale. L’Osservatorio sulla sanità locale – hanno scritto i responsabili nella nota suddetta - ha più volte denunciato il grave stato in cui versa il sistema socio-sanitario del nostro comprensorio, sollecitando l’Azienda Sanitaria Locale e la Regione ad intervenire per colmare le carenze che ormai impediscono ai cittadini di Priverno e dei paesi limitrofi di fruire dei servizi essenziali cui avrebbero diritto e di cui hanno estremo bisogno. Questo stato di cose è reso ancor più grave perché ricompreso nella più generale e disastrata situazione della sanità laziale, per niente efficiente e sempre più sguarnita di strutture e servizi, tanto che è divenuto difficile e frustrante anche rivolgersi presso altre strutture, come l’ospedale di Latina, ad esempio, dove l’insufficienza del personale, dovuta al fatto che non si assumono operatori, e il superaffollamento, dovuto alla chiusura degli ospedali minori come il nostro, causano code, ritardi ed inefficienze pericolose per la stessa salute di chi vi si rivolge. Morale della favola è che Priverno e il suo comprensorio si ritrovano senza l’ospedale, con una riduzione drastica dei servizi poli-ambulatoriali che questo erogava, con il consultorio familiare privo del ginecologo dal primo di giugno e con i lavori di ristrutturazione del centro di via Madonna delle Grazie, dove dovrebbero essere spostati e potenziati i servizi ambulatoriali, di nuovo sospesi! Ad una rilevazione dello stato operativo degli ambulatori e dei servizi che si svolgono presso l’ex ospedale – affermano i responsabili dell’Osservatorio - il quadro che ci appare è quello di un sistema avviato al completo smantellamento, sempre più sguarnito e desolante. Ciò è dovuto all’estrema esiguità del personale che, dalla chiusura dell’ospedale, ha subito una vera diaspora. In questi ultimi due anni, infatti, sono stati letteralmente prelevati e spostati, per coprire i bisogni di altre strutture, medici, infermieri e operatori vari e come se ciò non bastasse in organico al personale rimasto, ci sono dipendenti che fruiscono dalla Legge 104 o di quella del diritto allo studio che, pur garantendo dei diritti, determinano, però, all’interno di un organico già sottodimensionato un’ulteriore carenza di personale con i disservizi all’utenza che tutti conoscono. La situazione, insomma, appare davvero drammatica e rischia di peggiorare con il pensionamento, inevitabile, di alcuni operatori. E’ il caso, ad esempio, del Servizio di nefrologia e dialisi che cura il trattamento di ben venti pazienti e che rischia di essere chiuso se non verrà sostituito l’infermiere che andrà in pensione a marzo. E giù un quadro dettagliato circa la condizione dei vari servizi ancora attivi: Punto di primo intervento, Servizio di nefrologia e dialisi, Punto prelievi, Radiologia, Cardiologia, Ambulatori di ecografia, internistica, diabetologia, ecografia pediatrica ed ostetricia e, infine, la portineria. La grave carenza di personale evidenziata è resa ancor più grave dal fatto che numerosi operatori sono assenti per malattie anche lunghe e non vengono sostituiti. “Per questo e per evitare il peggio, in presenza del silenzio assordante dell’amministrazione comunale che sembra non rendersi conto delle gravi difficoltà dei suoi cittadini”, l’Osservatorio, in continuità con le doverose azioni di lotta realizzate negli ultimi mesi, organizzerà a breve “una grande assemblea aperta alla quale cittadini, forze politiche e istituzioni saranno chiamati a partecipare nel tentativo di rivendicare per questa comunità un sistema sanitario che soddisfi il diritto fondamentale per tutti alla cura e alla salute”. L’auspicio è che la risposta sia massiccia e, soprattutto, che qualcuno ascolti le lagnanze di un intero comprensorio.




