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Ordine pubblico: è allarme?
Giovedì 26 Gennaio 2012 17:25
Ore 04.35 di venerdì 20 gennaio 2012. In via della Stazione a Priverno scoppia l’inferno. All’improvviso un’auto sistemata in un parcheggio privato proprio davanti alla farmacia del dott. Rocco Mollicone, viene avvolta dalle fiamme.
Subito dopo un boato, che sveglia i residenti della zona, tra cui il proprietario dell’automobile, un noto avvocato del luogo. Ben presto l’incendio si espande. Viene coinvolta una seconda macchina. E probabilmente tutte le altre parcheggiate l’una a fianco dell’altra sarebbero state quanto meno interessate dalle fiamme se non fossero passate due ragazze che, a bordo della loro automobile, hanno visto quell’inferno che rischiava di diventare sempre più brutto, sempre più pericoloso, ed hanno dato l’allarme. Sul posto sono arrivati in poco tempo i carabinieri coordinati dal maresciallo Massimo Di Mario, i vigili del fuoco, il proprietario della prima automobile interessata dalle fiamme – una Mercedes – il titolare della farmacia e, praticamente, tutti coloro che abitano negli appartamenti siti lungo quel tratto di via della Stazione. Il bilancio è pesante: due auto distrutte, così come il dispensatore di profilattici, la vetrina della farmacia da ridisegnare, l’ingresso al magazzino farmaceutico fortemente compromesso, tutta la facciata dello stabile annerita, la farmacia e alcune stanze al piano superiore invase dal fumo. Non è compito di questo giornale fare la cronaca dettagliata dell’episodio violento, che ha scosso le persone coinvolte, ma anche le coscienze di molti privernati. Lo hanno fatto i quotidiani, le emittenti radiotelevisive. Ci limitiamo a riportare l’episodio perché compito di questo giornale è di capire e, se possibile, far capire cosa è successo. Ma, soprattutto cosa sta succedendo in una città che, tutto sommato, si può definire tranquilla, ma che pure, di tanto in tanto, diventa protagonista di episodi di cronaca di cui farebbe volentieri a meno, visti i gravi problemi quotidiani che l’assillano. Negli ultimi anni, malgrado il grande impegno dei carabinieri della locale stazione, che pure già tanti casi hanno risolto, si sono registrati diversi episodi di nera. Negli ultimi mesi, poi, i soliti ignoti – ma, poi, sarà davvero così? – hanno rapinato per due volte la farmacia di piazza Giovanni XXIII, si sono “divertiti” a tagliare le gomme di diverse macchine parcheggiate lungo il lato destro di via Consolare. Ora, hanno appiccato il fuoco ad una macchina – distruggendone due – danneggiando un intero stabile. Dopo aver tagliato i copertoni alla Mercedes. Poco importa sapere, se sia stato il gesto di uno squilibrato, una ragazzata di chi si realizza in questo modo o, forse, un avvertimento a qualcuno. Ma a chi? Al farmacista, che, sicuro, si chiama fuori da qualsiasi ipotesi di vendetta? All’avvocato, Primo Rossi, proprietario della Mercedes, e già assessore al Comune di Priverno, che dice di non aver ricevuto minacce? Ad una giovane imprenditrice casearia che in quella zona abita? O a qualche altro inquilino dello stabile? O, forse, a nessuno di tutti questi? Poco importa. Importa, invece, che chi ha responsabilità – a tutti i livelli – in questa città cominci a valutare la questione dell’ordine pubblico con una attenzione particolare, perché Priverno, purtroppo, non può essere un’isola felice in provincia di Latina. O, meglio, rischia di non esserlo più. Né ci si può accontentare pensando ai guai più gravi che affliggono altre città. Qualche tempo fa il Comune ha organizzato una riunione con carabinieri, vigili urbani e polizia di Stato. Ma, forse, è opportuno che quel tavolo sull’ordine pubblico e la sicurezza rimanga aperto. Nel senso che periodicamente chi di dovere analizzi la questione alla luce di non augurabili episodi criminosi e di resoconto dell’azione svolta dalle forze dell’ordine. Perché la gente per ora si indigna per quel che accade, ma – verificandosi altri episodi – potrebbe cominciare ad avere paura.




