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San Martino, passeggiata pericolosa

Giovedì 19 Gennaio 2012 18:42

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sanmartinodi Mario Giorgi

Sullo stato di abbandono del parco di San Martino ci siamo più volte soffermati. Anche a seguito di specifiche denunce di esponenti politici e partiti di opposizione.

Da quando l’amministrazione comunale ha allontanato il custode – allora si disse che l’alloggio occupato dal custode sarebbe servito a non meglio specificate operazioni di turismo sociale, di cui, in ogni caso, non si ha ancora notizia – lamentele sulle condizioni in cui versa il parco giungono da più parti. Ed allora, ancora una volta torniamo sulla questione, sollecitati da un gruppo di cittadini che in quel parco si recano quotidianamente. Per divertirsi – hanno sottolineato – respirare un pò d’aria buona e camminare, anche per motivi terapeutici. Queste stesse persone, peraltro, ci hanno fornito anche una discreta documentazione fotografica. La loro lagnanza, oltre a segnalare lo stato di generale abbandono del parco, si incentra soprattutto sul percorso naturalistico all’indomani del taglio dei pini che tante polemiche, peraltro, ha scatenato tra amministratori e partiti di opposizione. Quel percorso - denunciano i fruitori del parco, gente che, praticamente, ogni giorno, soprattutto nelle ore mattutine e nel primo pomeriggio, passeggia, corre, fa footing e quant’altro a San Martino - è pericoloso. Prima del taglio delle piante di pino – raccontano - si camminava discretamente, dopo quel taglio, invece, non si può più camminare a causa di pezzi di legna tranciata e abbandonata all’interno del sentiero. Insomma, c’è il serio rischio di inciampare e, quindi, di cadere, magari slogandosi una caviglia, se non peggio. Ma non finisce qui. Perché questi cittadini, fruitori del parco fin dalla prima ora, da quando cioè parco e castello di San Martino, con una felice intuizione degli amministratori di allora, furono acquisiti al patrimonio comunale, denunciano anche che all’interno del parco si trova davvero di tutto: dalle buste di plastica alle bottiglie e, addirittura, ai copertoni delle automobili. Una sorta di immondezzaio a cielo aperto che deturpa ulteriormente l’immagine e la sicurezza del parco. Come spesso accade chi denuncia situazioni di disagio ha poi una sorta di pars costruens da proporre. Infatti, questa gente, che con il parco ha ormai da anni un rapporto di convivenza quotidiana, lancia un appello a tutti i frequentatori e alle persone di buona volontà. Una sorta di invito a darsi da fare, attraverso una mobilitazione di volontariato per restituire al parco non solo la sicurezza per quanti vi si recano quotidianamente, ma anche il decoro necessario per proporsi dignitosamente agli occhi di occasionali visitatori.