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Due gocce non placano il mare in tormenta della sanità
Giovedì 12 Gennaio 2012 11:10
Abbiamo dato, nel numero 118 di MondoRe@le, due buone, ancorché piccole, notizie sul desertificato terreno della sanità privernate e lepina in generale.
Due gocce d’acqua, comunque utili nel niente o poco che chi può ha lasciato quanto a servizi e strutture in questo territorio. L’imminente ripresa dei lavori in quella che dovrebbe diventare una sorta di cittadella sanitaria in via Madonna delle Grazie e la donazione da parte della “Fondazione Giorgio Castelli” di Latina di un’automedica con defibrillatore, ma anche con personale medico e infermieristico a bordo, che ha incrementato il parco macchine sanitario (due ambulanze) in servizio sul territorio lepino e ausono. A sottolineare l’importanza dei due eventi – ci si passi l’eufemismo, almeno per i lavori a Madonna delle Grazie – era stato l’amministratore del gruppo face book “Per chi vuole che riapra l’ospedale di Priverno” Pierfranco Grassio. E sull’utilità di quell’automedica approdata a Priverno grazie alla generosità di chi ha voluto, con quel gesto, ricordare una persona cara che non c’è più, si è espresso un cittadino di Roccasecca dei Volsci, che ha sperimentato, per fortuna del figlio, proprio il giorno della befana, l’utilità di quel dono. In questi giorni sulle vicende sanitarie nostrane torna l’Osservatorio comunale sulla sanità di Priverno. Che – in una nota – sottolinea come in questo delicato settore si registri spesso, purtroppo, il solito passo avanti, accompagnato, però, dall’inevitabile passo indietro. I lavori a Madonna delle Grazie forse ricominceranno tra qualche settimana, per il Consultorio invece le speranze di farlo ripartire sono ridotte al lumicino. Questo, in estrema sintesi – affermano i responsabili del movimento - è quanto emerso dall'incontro che una delegazione dell'Osservatorio comunale sulla sanità (che continua “a supplire alla scandalosa latitanza dell'amministrazione comunale”) ha avuto con la direzione generale e quella sanitaria dell’azienda sanitaria locale di Latina. La ditta che sta effettuando i lavori lì dove dovrebbero trovare alloggiamento la Tac, la Risonanza magnetica, una decina di posti di osservazione breve e gli altri servizi sanitari ancora attivi a Priverno – si legge in una nota dell’Osservatorio comunale sulla sanità - è riuscita finalmente ad ottenere dalla regione la certificazione del credito maturato e cercherà adesso di ottenere dalle banche un'anticipazione su quelle somme, che la regione ovviamente garantisce. Se l'operazione andrà davvero in porto i lavori potrebbero rapidamente riprendere ed essere completati nel giro di qualche mese. Probabilmente, per la prossima estate. Per il Consultorio invece – denunciano i responsabili dell’Osservatorio comunale sulla sanità - fumata quasi nera. Il blocco delle assunzioni non permette la sostituzione del ginecologo che ha lasciato vacante quel posto né sono praticabili operazioni "creative" (utilizzare per un ginecologo risorse disponibili destinate ad altre figure professionali) che pure l’Osservatorio aveva cercato di mettere sul tavolo. Pare che l'unica strada percorribile sia, al momento, l'utilizzo di personale già interno all'azienda Asl, con le difficoltà facilmente immaginabili. Il risultato sembra già segnato: una struttura di eccellenza che, nel corso degli anni, è riuscita ad offrire un servizio prezioso a migliaia di donne dell'intero comprensorio è destinato ad essere drasticamente ridimensionato, se non peggio. Una brutta anticipazione di quanto potrebbe succedere a buona parte della sanità e dei servizi pubblici in generale se le politiche del Governo - e della regione - non saranno improntare a criteri di maggiore equità e giustizia sociale. Ma forse non rassegnarsi e continuare a lottare è l'unica strada percorribile. Questo, in sintesi, il messaggio, dell’Osservatorio ai cittadini lepini che credono ancora nella sanità pubblica, non potendosi, peraltro, permettere lussuosi servizi gestiti dal privato.




