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Anno nuovo, polemica vecchia

Giovedì 05 Gennaio 2012 09:56

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sanmartinodi Mario Giorgi

Il 2012 a Priverno, nell’agone politico, si apre come si era chiuso il 2011. Con l’opposizione – e, in particolare, il Partito democratico e la Sel – ad incalzare l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Umberto Macci, su alcuni dei problemi che maggiormente assillano la città.

E così, l’inizio del nuovo anno è caratterizzato da un forte intervento del consigliere Pd Elvira Picozza su due temi già oggetto di polemica lo scorso anno: il castello e il parco di San Martino e il degrado in cui versano alcune parti del territorio comunale. San Martino. Uno strano modo di intendere il concetto di pericolosità quello dell’amministrazione Macci – attacca Picozza - che, mentre “con ostinata determinazione si riorganizza per liberare il bosco di San Martino dalla minacciosa presenza dei cinghiali, mobilitando di nuovo i cacciatori, contemporaneamente lascia, ormai da settimane, incustodito l’accesso allo stesso bosco anche nelle ore notturne”. A tale proposito – continua il consigliere di opposizione - ci sono pervenute in questi giorni numerose segnalazioni di cittadini, preoccupati per lo stato di totale abbandono in cui versa il complesso di San Martino, esposto ad ogni tipo di intrusione, soprattutto nelle ore notturne. Se la notizia di un reale pericolo per l’incolumità pubblica ha un fondamento, come si affanna a ripetere il sindaco da qualche tempo – continua Picozza - i cittadini si chiedono come sia possibile lasciare aperte e incustodite le vie di accesso al parco e al castello, con i conseguenti rischi per quanti, a diverso titolo, vi si introducono. Perciò, Elvira Picozza, mentre resta in attesa di qualche spiegazione in merito, si augura, alla luce dei fatti, “l’adozione di comportamenti più coerenti da parte del sindaco Macci”, il quale “come logica conseguenza con quanto andava affermando, avrebbe dovuto vietare già da tempo l’ingresso dei cittadini nel bosco”. Ma l’auspicio maggiore dell’esponente del Pd sulla vicenda San Martino è l’adozione di reali misure per la salvaguardia dell’incolumità pubblica dovunque, nel territorio comunale, esse si rendano necessarie, ma anche interventi per la salvaguardia di un bene tanto prezioso ed unico per la qualità della vita della popolazione, quale è, appunto, il complesso di San Martino, “ridotto oggi ad un contenitore vuoto”. Per la cronaca, la “battuta” per allontanare – non si sa fino a quando – i cinghiali dal parco si è svolta il 2 gennaio scorso con soddisfazione del sindaco Macci e del presidente dell’Azienda Faunistica Venatoria Giovanni Di Legge. L’altra vicenda toccata da Picozza nel suo intervento, come detto, riguarda il degrado in cui versano alcune zone privernati. Ed anche qui non usa mezzi termini, ma va al sodo della questione. Aumentano degrado e incuria nella città, soprattutto nei quartieri a ridosso del centro urbano, è il suo incipit. I cittadini segnalano lo stato di abbandono dell’area terminal e delle strade ad essa adiacenti. Uno spettacolo desolante sotto gli occhi di chi, rinunciando alle quattro ruote, preferisce recarsi a piedi nel centro storico: sporcizia non rimossa da giorni, aiuole e spazi verdi incolti e ricoperti da rifiuti, anziché di erba e fiori. Sembra quasi che la città sia ormai rassegnata al degrado con le strade del centro urbano che, neanche le luminarie natalizie sono riuscite a rendere più attraenti, disseminate di cassonetti vecchi e nuovi, ma ugualmente sporchi e maleodoranti, intorno ai quali si aggirano sempre più frequentemente ratti di ogni dimensione; con un nuovo sistema di raccolta che non decollerà mai, per i noti problemi legati al cattivo funzionamento delle isole ecologiche; con situazioni, come quella relativa a via San Martino, in cui il conferimento dei rifiuti è particolarmente difficoltoso e igienicamente rischioso per i cittadini, tanta è la sporcizia che circonda i cassonetti. Certamente tutto ciò non favorisce la partecipazione spontanea dei cittadini alla cura e al rispetto dell’ambiente e alla tutela degli spazi pubblici, limitandone sempre più l’esercizio al solo contesto privato o del proprio domicilio. Di qui l’invito all’amministrazione comunale ad intraprendere provvedimenti rapidi ed efficaci in merito a questa situazione, prima che essa diventi una vera e propria emergenza, sapendo bene che la popolazione contribuisce notevolmente ai costi di tali servizi, pagando una tassa sui rifiuti incrementata dal 2009 del 30%, senza ricevere in cambio nessun intervento migliorativo.