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SCISCIONE ESCLUSO DAL CONSIGLIO REGIONALE
Giovedì 23 Settembre 2010 09:02
Il Tar del Lazio ha deciso: tre consiglieri regionali dovranno lasciare il loro incarico. Accogliendo i ricorsi del Movimento Difesa del Cittadino e del capogruppo Pd Esterino Montino, presentati a marzo il 16 settembre i giudici della II Sezione bis del tribunale amministrativo regionale, presieduti da Eduardo Pugliese, hanno accolto la richiesta di annullare i verbali con i quali sono stati attribuiti ulteriori seggi nelle circoscrizioni di Latina, Frosinone e Viterbo.
Questo perché la legge elettorale del Lazio stabilisce che, per effetto del premio di governabilità nel consiglio regionale la maggioranza deve avere il 60 per cento dei seggi e l'opposizione il 40, cioè 42 consiglieri contro 28 per un totale di 70 consiglieri e non 73. A dover abbandonare la Pisana sono tre esponenti del centrodestra: il capogruppo e il componente della Lista Polverini Enzo Di Stefano e Gianfranco Sciscione e il Pdl Giancarlo Gabbianelli. I loro legali hanno subito annunciato che presenteranno appello al Consiglio di Stato, chiedendo la sospensione immediata del dispositivo delle sentenze emesse ieri. "Giustizia è fatta - ha commentato l'avvocato Gianluigi Pellegrino, che segue il ricorso di Montino". Il capogruppo Pd aggiunge: "Una decisione di buon senso che annulla le forzature e le interpretazioni di comodo e conferma che la democrazia si fonda su regole condivise e che le leggi vanno rispettate" Sciscione, sull’accaduto ha intenzione di dare battaglia: "La legge non é stata rispettata perché il criterio del rapporto 60%-40% tra maggioranza e opposizione non é stato considerato affatto. Se i consiglieri devono essere 70, allora dovevano saltarne due del centrosinistra e uno del centrodestra. I giudici hanno legiferato e si sono sostituiti al Parlamento". La Governatrice della Regione Lazio. "E' una sentenza che non mi aspettavo e che considero ampiamente rivedibile in sede di appello", commenta Renata Polverini. "Ai consiglieri va tutta la mia solidarietà, in attesa di vederli confermati, come meritano, nella rappresentanza dei territori che li hanno eletti con suffragi a dir poco lusinghieri".



