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Scintille in consiglio tra Macci e D’Arcangeli
Giovedì 08 Dicembre 2011 15:44
Un consiglio comunale di fuoco quello di fine novembre a Priverno. Da una parte il sindaco Macci lancia un j’accuse pesantissimo prendendo spunto da una comunicazione sul Piano Particolareggiato di Boschetto: “Nella nostra città per troppo tempo si è fatta demagogia su tutto parlando ‘a vanvera’ di rotatorie, di LSU, di pini, di cinghiali contestando tutto e cercando di trovare la pagliuzza nell’occhio dell’altro forse perché non si voleva vedere la trave nel proprio occhio”.
Ora – fotografata la situazione – si dovrà vedere in sede di Commissione Urbanistica come riuscire ad armonizzare un tessuto urbanistico, quale quello di Boschetto, fortemente compromesso con la realizzazione di quelle strade e di quegli spazi comuni che dovevano esserci ma che non ci sono riducendo quanto più possibile i costi per la collettività. Dall’altra, Federico D’Arcangeli, lancia l’arringa dell’opposizione: “Forse solo la disperazione di chi sente approssimarsi la fine ingloriosa di una avventura che certo non lascerà tracce memorabili nella storia politica di questo paese può spiegare il tentativo di portare il confronto al limite di una rottura di tutte le regole e di ogni equilibrio come accaduto l'altra sera in Consiglio Comunale. Una situazione della quale Macci deve assumersi tutta intera la responsabilità politica e morale per aver nei giorni scorsi prima strumentalizzato cinicamente una iniziativa ecologica dei cacciatori usandola per attaccare la minoranza consiliare; poi per aver dato vita alla sciagurata e farsesca avventura della caccia al cinghiale nel Parco di S Martino, rischiando di inguaiare un bel numero di cacciatori possibilmente incolpevoli; poi per aver gettato benzina sul fuoco in una situazione, come quella che da un paio di ore si stava vivendo in Consiglio Comunale, che invece la minoranza aveva fino a quel momento responsabilmente subito.
Perché era chiaro che la presenza di un folto gruppo di cacciatori che esibivano liberamente un grande striscione contro gli ‘estremisti ecologisti’ era rivolto a chi, nella minoranza, aveva nei giorni passati attaccato non i cacciatori ma la becera strumentalizzazione e la tentata ‘cinghialata’. Quello che è successo dopo rimarrà negli annali del nostro Consiglio Comunale come una delle pagine più brutte degli ultimi decenni . Urla, strepiti, insulti, fin dopo l'uscita dal Consiglio. Anche a costo di imbarbarire e incanaglire il confronto. Certamente non può pensare, ne lui ne altri, di intimidirci in alcun modo”. La speranza vera è che si recuperinotoni migliori da ambo le parti.




