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Scuole e Comune litigano per l’acqua

Mercoledì 16 Novembre 2011 18:14

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luisellafanellidi Mario Giorgi

Allora, cerchiamo di capirci qualcosa. Perché non è possibile che in questa città, con tutti i problemi sul tappeto, tutti trovino il tempo di polemizzare con tutti. Tutti cerchino di scaricare responsabilità sugli altri e ognuno si chiami fuori da vicende che hanno caratterizzato in negativo la vita cittadina.

Come se il bene comune non fosse raggiungibile solo attraverso una sinergia d’intenti e di interventi da parte di istituzioni, enti, organizzazioni e cittadini comuni. E’ giovedì 3 novembre. In buona parte di Priverno e, quindi, anche in alcuni edifici scolastici, si interrompe il flusso idrico. domenicograzianiE quando, nelle scuole, viene a mancare l’acqua si sa si creano subito problemi di natura igienica. Soprattutto in quelle primarie. Le comunicazioni in proposito di Acqualatina al Comune – spiega in una nota l’assessore al ramo Domenico Graziani - “sono state tempestivamente inoltrate alle scuole”. D’altronde – sottolinea l’esponente della Giunta Macci - “questa è la competenza dell’Ente e questo l’Ente ha fatto. Il resto spettava alle scuole”. Non per niente – è sempre Graziani a parlare - “il I Circolo Didattico ha provveduto a trasmettere subito la comunicazione ai genitori”. Non solo. Ma l’amministrazione comunale “si è anche attivata dichiarando la propria disponibilità a concordare, con il servizio di trasporti urbano, delle corse eccezionali per riportare a casa i ragazzi, eventualmente ci fossero stati disagi a causa della riduzione del flusso idrico”. Ma da qualche scuola non sarebbe giunta alcuna segnalazione in tal senso. Insomma, quello messo in atto “è stato un tentativo, un ulteriore tentativo, di gettare discredito sull’amministrazione attribuendole responsabilità che non ha”. Eppure, l’Istituto Comprensivo “San Tommaso d’Aquino” non ci sta e, in qualche modo, rispedisce al mittente le dichiarazioni di “grande efficientismo della macchina amministrativa comunale”. Perché proprio in un plesso di questa scuola – quello di Madonna del Calle – si sarebbero verificate situazioni che hanno spinto alcuni genitori a far intervenire addirittura i carabinieri. “Il nostro istituto – precisa il dirigente scolastico, prof.ssa Luisella Fanelli - è venuta a conoscenza del problema solo telefonicamente, poiché la scuola il giorno prima risultava chiusa, per recupero festività, come regolarmente comunicato alle autorità competenti. Neanche il giorno successivo, 3 novembre, però, secondo la Fanelli, ci è pervenuto un fax esemplificativo”. E qui subentra un altro motivo di polemica. Il problema di mancata comunicazione – sottolinea il dirigente scolastico - è forse da attribuirsi al fatto che il nostro istituto è isolato telefonicamente da diversi giorni a causa di un mal funzionamento delle linee di cui l’ente comunale è responsabile. La mattina del 3 novembre, poi, la stessa Luisella Fanelli - per avere delucidazioni in merito - avrebbe telefonato ad Acqualatina, che confermava “l’interruzione e non la riduzione del flusso idrico dalle 8:30 del mattino fino alle 14”. Visto che quel giorno era prevista, per i bambini della scuola primaria, la permanenza a scuola fino alle ore 16:15, è scattata quindi la decisione di avvisare in qualche modo i genitori che la scuola avrebbe garantito l’apertura, ma non era in grado di garantire le più elementari norme di igiene. A quel punto molti genitori, non potendo farlo successivamente, avrebbero prelevato i loro figli, mentre altri, “disorientati”, avrebbero pensato bene di avvisare dell’accaduto i carabinieri della locale stazione. Nella stessa mattinata si sarebbe poi svolta un’assemblea alla presenza dei carabinieri, dei genitori e della dirigenza scolastica. In quella circostanza – si legge in comunicato della scuola - “si è trovata una completa concordanza sul fatto che il dirigente non può chiudere la scuola, se non per ragioni di sicurezza, ma che è il sindaco a dover emettere un’ordinanza in caso di carenza di norme igieniche. L’errore risultava palesemente essere, quindi, stato fatto a monte”. La considerazione più importante – conclude il dirigente scolastico della “S. Tommaso d’Aquino” - che i fatti avvenuti mi inducono a fare è che “tutto ciò è accaduto poiché manca una solerte manutenzione e che i nostri istituti sono poco più che fatiscenti”. La querelle ha occupato per giorni le pagine dei quotidiani locali. Ma il cittadino, in proposito, si pone solo qualche domanda: Priverno è davvero diventato il paese della polemica? Dei botta e risposta? Della ricerca di inutili responsabilità anche su una vicenda che avrebbe richiesto solo un minimo di collaborazione? Se è così, siamo messi davvero male!