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Lavori fermi all’Ospedaletto

Mercoledì 02 Novembre 2011 16:53

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Grassiodi Mario Giorgi

A questo punto rimane francamente difficile continuare a parlare di sanità a Priverno. Intendendo per tale non solo i pochi servizi erogati (!), le interminabili liste d’attesa, ma anche i lavori per la realizzazione della cosiddetta cittadella sanitaria in via Madonna delle Grazie alla periferia della città.

Ed altrettanto francamente non si sa se sia più doloroso o pietoso continuare ad affrontare un problema – quello sanitario, appunto - la cui soluzione pare non stia più tanto a cuore a nessuno di chi potrebbe avere autorevole voce in capitolo. Soltanto il gruppo face book denominato “Per chi vuole che riapra l’ospedale di Priverno”, sempre in prima linea a lottare per salvare il minimo concesso e a richiedere qualche miglioramento e una parte dell’opposizione cittadina (i partiti del centrosinistra) di tanto in tanto organizzano sit-in e comunicati di protesta. La questione, in ogni caso, è duplice. Un quesito riguarda un’altra sospensione dei lavori nella struttura di Madonna delle Grazie, il secondo il continuo depauperamento di servizi sul territorio. Vediamo il primo aspetto. A parlare è proprio l’amministratore del gruppo face book “Per chi vuole che riapra l’ospedale di Priverno”, Pierfranco Grassio. “Ci risiamo, ancora una volta si è verificato il fermo dei lavori alla Asl di via Madonna delle Grazie, dove è in corso la riconversione ospedaliera dell’ex “Regina Elena” ormai chiuso ai ricoveri. Secondo le ultime notizie, la ditta appaltatrice dei lavori di ristrutturazione e di riconversione ospedaliera, non avrebbe ricevuto lo stato di avanzamento dei lavori in atto e da qui dunque l’immediata messa in sicurezza del cantiere e la sospensione dei lavori stessi”. La notizia, ovviamente, non è stata accolta bene dai cittadini di Priverno e del comprensorio lepino, che attendevano la fine di quei lavori e l’apertura della struttura sanitaria che avrebbe consentito, se non entro l’anno in corso, almeno nei primi mesi del prossimo anno, la fruizione da parte della collettività, degli ambulatori medici, del laboratorio analisi, della risonanza magnetica e della tac, del Reparto dializzati, di una dozzina di posti di osservazione breve, della fisiokinesiterapia, del Pronto soccorso, adeguato alle esigenze di un bacino assai vasto dove si contano numerosi Comuni, nonché della piazzola per l’elisoccorso. Stando alle promesse pre-elettorali, naturalmente. Insomma, tuona Grassio, l’ennesima beffa per i cittadini privernati e del comprensorio. Ma il giovane amministratore del gruppo face book vuole ancora sperare che la regione metta mano una volta per tutte, dopo la chiusura dell’ospedale “Regina Elena”, al portafoglio per poter liquidare le spettanze dovute alla ditta esecutrice dei lavori, in modo che entro i primi mesi dell’anno venturo, si possa finalmente aprire un sito sanitario tanto atteso quanto idoneo per sopperire alle esigenze della popolazione. Staremo a vedere quel che accadrà. Intanto, al momento, quel cantiere è inesorabilmente chiuso. L’altro aspetto della questione è relativo ai servizi. Il tormentone dell’estate è stata la chiusura, la riapertura, la nuova chiusura e la successiva riapertura del servizio notturno del Punto di primo intervento presso l’ex “Regina Elena”. Cui si è aggiunto il trasferimento del ginecologo dal Consultorio di Borgo Sant’Antonio all’ospedale di Fondi, vanificando così anni di lavoro, ma anche le attese delle tante donne che guardavano a quel servizio con estremo favore. E’ di questi giorni, poi, l’ulteriore notizia negativa. Dopo quasi trenta anni viene a cessare il servizio di Broncopneumologia, egregiamente gestito dal dott. Stefano Montanari. Ancora una volta, dunque, un vero e proprio attacco alla salute. E quel che più è grave è che nessuno di coloro che potrebbero farsi sentire nelle sedi competenti ha ancora alzato la voce. Eppure questa città vanta un sindaco – che non va dimenticato, rimane pur sempre la massima autorità sanitaria locale – che è anche consigliere provinciale, un consigliere comunale, che è anche assessore provinciale ed è rappresentata addirittura in seno al Consiglio regionale del Lazio. Ma tant’è!