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Commissione Trasparenza: i dubbi del PD
Mercoledì 26 Ottobre 2011 16:16
No. Qualcosa non quadra. Ed allora pare davvero opportuno che chi di dovere – funzionario e, perché no, lo stesso sindaco – intervenga per fare chiarezza una volta per tutte su una vicenda che tanto scalpore ed indignazione ha provocato tra le forze politiche e, soprattutto, tra i cittadini fruitori del parco.
Eliminando, così, dubbi, sospetti e quant’altro che ognuno può sentirsi autorizzato a sollevare. Che il parco di San Martino andasse messo in sicurezza non ci sono dubbi. Che alcuni alberi dovessero essere potati e qualcuno anche abbattuto non può essere messo in discussione. Però, nella vicenda operativa, che ormai volge al termine, c’è qualcosa che non quadra. E la gente lo evince dal silenzio dell’amministrazione comunale, che si è limitata ad annunciare l’evento con un comunicato all’inizio della storia, e dalle dichiarazioni del presidente della Commissione consiliare alla trasparenza, Elvira Picozza. Che, in verità, solleva più di qualche dubbio. Non avendo riscontri dagli uffici competenti e dall’amministrazione comunale – che, ovviamente, attendiamo per renderli pubblici – ci limitiamo alle dichiarazioni del consigliere di opposizione, peraltro presidente della suddetta Commissione Trasparenza, dopo la riunione del 20 ottobre. Per evitare qualsivoglia sospetto di strumentalizzazioni, riportiamo, dunque, una dichiarazione ufficiale, vale a dire il testo del comunicato diffuso da Picozza: “Giovedì 20 c.m. presso la sede municipale, si è riunita la Commissione per la Trasparenza Amministrativa al fine di analizzare gli atti relativi al progetto di “Messa in sicurezza del Bosco di San Martino”. Gli esiti dell’incontro, al quale ha preso parte anche il funzionario responsabile del procedimento, hanno confermato tutti i dubbi espressi, attraverso stampa e manifestazioni pubbliche, dai rappresentanti delle Forze di Centrosinistra e da cittadini, in merito alle numerose difformità riguardanti l’iter procedurale adottato e alle nefaste conseguenze da esso derivate, che hanno portato all’abbattimento totale di tutte le piante di Pino domestico presenti nel Parco di S. Martino. Nello specifico è emerso che: l’intervento di taglio ha interessato l’intera area di 5.64 Ha anziché limitarsi alle piante pericolanti “lungo i percorsi utilizzati o alle piante aggettanti oltre il muro di recinzione sulla strada Provinciale”, come raccomandato dall’Area Conservazione Natura e Foreste della Regione Lazio; la relazione richiesta dalla suddetta Area, riguardante la verifica di stabilità degli alberi attraverso il metodo VTA, si riferisce alla generalità delle piante anziché descrivere lo stato di ogni singola pianta da abbattere; la stessa relazione che doveva essere predisposta e presentata agli uffici competenti di Comune e Regione preliminarmente all’intervento, è stata inserita agli atti successivamente al taglio, priva di alcun riferimento protocollare o temporale; si registrano ingenti danni provocati sul novellame e al sottobosco a causa dell’abbattimento dei Pini mediante taglio “a raso”, cioè alla base del tronco, anziché con il metodo “a cestello”, come prescritto nella Determina di affidamento, alla ditta incaricata; l’intervento è stato autorizzato con affidamento diretto, senza alcuna gara o forma di contrattazione tra l’Ente committente, cioè il Comune di Priverno e la ditta appaltatrice. Pertanto non si conoscono i termini economici dell’intera operazione relativamente alla quantità di legnatico detratto, ai ricavi ottenuti dalla vendita dello stesso, ai costi sostenuti; a tale proposito appare poco convincente la giustificazione della somma urgenza invocata dal responsabile del procedimento in quanto, a partire dal momento della segnalazione rivolta al Comune di Priverno da parte della locale Stazione della Forestale, avvenuta il 22 Marzo c.a., fino al momento dell’intervento, iniziato il 29 Agosto c.a., sono trascorsi cinque mesi nei quali il Parco è stato aperto al pubblico e ai suoi abituali frequentatori, senza predisporre alcuna forma di protezione per l’incolumità pubblica. Al termine della seduta i numerosi interrogativi enunciati restano ancora aperti e senza risposte, pertanto si è ritenuto necessario aggiornare la Commissione ed estendere l’invito anche al tecnico incaricato del progetto nonché responsabile della direzione lavori”. Nulla abbiamo inteso aggiungere o togliere alle dichiarazioni del presidente della Commissione Trasparenza che, sicuramente, saranno a verbale. Ma – come detto – restiamo in attesa di qualsivoglia riscontro da parte dell’amministrazione comunale o del funzionario incaricato. Al lettore in cerca di risposte, in attesa dell’invocato riscontro, un solo suggerimento: vada a constatare de visu la situazione del parco dopo l’intervento di “messa in sicurezza”. L’atteso riscontro del Comune è arrivato proprio nel momento in cui questo pezzo stava per andare in stampa. Per correttezza informativa riportiamo, perciò, la posizione del Comune, ancorché – per ovvi motivi – in maniera succinta. “C’è chi parla e chi fa i fatti! La patetica storia dei pini di San Martino – con il corollario di leggende metropolitane sull’utilizzo della legna – è finita in un nulla di fatto nonostante le denunce urbi et orbi. Speriamo almeno che i nostri amici della minoranza abbiano imparato qualcosa sui boschi e si siano resi conto che quelle piante, seppur belle, erano fradice all’interno e quindi pericolose. O volevano che non venisse dato credito alle segnalazioni del Corpo Forestale e che, quindi, non venisse arginato il pericolo? Si auguravano forse qualche tragedia?”.




