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IL COMUNE METTE IN VETRINA I SUOI BENI
Mercoledì 28 Settembre 2011 15:22
Ci risiamo. La colpa sarà tutta del ministro dell'economia, e del governo nel suo complesso, che hanno chiuso ancor più i cordoni della borsa nei trasferimenti agli enti locali, o ci sarà pure qualche piccola responsabilità di chi a livello periferico gestisce il poco che ha?
Anche perché - sia detto senza polemica alcuna - pare che in Italia esistano ancora alcune migliaia di Comuni cosiddetti virtuosi. Ci risiamo, dunque. A Priverno si torna a parlare di vendita - le opposizioni parlano di svendita - di alcuni beni del patrimonio comunale. La denuncia, questa volta, viene dal consigliere comunale del Partito democratico Elvira Picozza. Che parte, in una sua nota, senza perifrasi alcuna: "Le scelte che la Giunta Macci si appresta a fare nel prossimo Consiglio comunale la dicono lunga sul livello allarmante della situazione economicofinanziaria in cui versa il Comune di Priverno". A suo dire, infatti, l'ordine del giorno della prossima assise cittadina riguarda "la dismissione, quindi la vendita, di due beni patrimoniali, quali il Museo Medievale di Fossanova, per il quale il Pd ritiene esista, in base alla Legge Regionale 42/97, un vincolo di inalienabilità trentennale e il Teatro, ex Cinema Reali, per il quale è già stata esperita un'operazione di Lease-back, non andata fortunatamente a buon fine". Non basta, poiché, nel frattempo, sempre nell'ambito delle iniziative finalizzate alla dismissione e svendita del patrimonio pubblico, Picozza aggiunge che "è stato affidato, con la Determina N. 351 del 26.08.2011, l'incarico per l'elaborazione di una perizia di stima per altri due beni patrimoniali di proprietà dei cittadini di Priverno: il complesso di San Nicola, sede della Biblioteca Comunale e degli uffici demografici e l'ex scuola elementare di Fossanova, già sede del Centro Diurno, oggi Welcome Point". Per entrambi, sembra che sia già iniziato l'iter che porterà alla loro dismissione e vendita. Lo scopo di una tale operazione, che il consigliere comunale del Pd definisce "scellerata", sarebbe quello di "tappare i buchi e le falle di una gestione economica e finanziaria irresponsabile, che è ormai fuori da ogni controllo", e per ripararla, si adottano "scelte altrettanto irresponsabili". Dopo la vendita della Caserma dei Carabinieri di via Madonna delle Grazie, l'amministrazione Macci - sottolinea Elvira Picozza - unico esempio in Provincia di Latina, ritorna all'assalto del patrimonio dell'intera collettività, gestito quasi come un bene privato. E l'esponente del Pd chiude con una similitudine ironica, quanto simpatica e drammatica nello stesso tempo: "Così come si fa con il carciofo: una foglia dopo l'altra, un immobile dopo l'altro, il nostro prezioso patrimonio, la nostra ricchezza culturale, economica, strumentale scomparirà rapidamente e con essa anche la nostra Identità". Di qui l'invito di Picozza e del suo partito al Sindaco e alla sua Giunta a fermarsi "per valutare insieme a tutte le forze politiche e ai cittadini la possibilità di individuare possibili e migliori alternative". Fin qui, dunque, l'opposizione. Ma l'analisi della situazione e, soprattutto l'accorato appello al primo cittadino ad evitare di cancellare dal patrimonio comune alcuni beni che rappresentano la storia e l'identità della cittadina lepina, saranno accolti? Ne sapremo di più nei prossimi giorni. Anche se dal palazzo di piazza Giovanni XXIII si continua a ripetere che il… piatto piange.




