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SANITÀ SOTTO IMPOVERIMENTO COSTANTE
Giovedì 14 Luglio 2011 07:29
Partiamo dalla fine. Perché quando si parla di sanità a Priverno questo termine è sempre appropriato. I lavori nella struttura Asl di via Madonna delle Grazie, sia pure a rilento, vanno avanti.
E molti, in città, continuano a credere - meglio, a sperare - che prima o poi quella promessa di realizzare lì una cittadella sanitaria venga mantenuta. Ma, visto come vanno le cose in ambito provinciale Asl, c'è davvero poco da stare allegri. E così il rischio che quel contenitore, una volta ultimato, rimanga desolatamente vuoto, è consistente. Per cui il coordinatore del Partito democratico Anna Maria Bilancia ha voluto porre in maniera chiara la questione. Anche alla luce delle ultime penalizzanti decisioni assunte dall'azienda nei confronti dei pochi servizi sanitari ancora attivi nel centro collinare lepino. "Non si riesce più a capire - ha detto preoccupata - se c'è ancora un qualche progetto per Priverno e se i locali di Madonna delle Grazie, una volta ultimati, saranno riempiti da personale e da servizi o se diventeranno invece una splendida cattedrale nel deserto". Già. Perché, se in quella struttura dovessero trovare davvero sistemazione un giorno la Tac e la Risonanza magnetica articolare, già da un paio d'anni pare acquistate, c'è il serio rischio che ci si trovi di fronte a strumentazioni non più di ultima generazione. Ma andiamo alle vicende più attuali. E, purtroppo, più drammatiche. La denuncia è sempre di Anna Maria Bilancia. "Venerdì 8 luglio, all'improvviso, come un fulmine a ciel sereno, ha dichiarato, dalla Asl Latina è giunta la disposizione del direttore sanitario, dott. Cassetta, che ordinava la chiusura notturna del Punto di primo intervento dell'ex ospedale di Priverno. Così, dopo essere stato declassato da Pronto soccorso a struttura di Primo intervento, ora - e per tutta l'estate - funzionerà solo di giorno, come se fosse un negozio di abbigliamento! La disposizione, presentata come urgente e provvisoria, insiste il coordinatore cittadino del Pd privernate, è la risposta al bisogno di personale di altre strutture che, con le ferie estive, soffrono ancora di più la carenza di medici e infermieri. E, naturalmente, dove attingere il personale se non da quella colonia, dalla quale, ormai da due anni, si fa razzia di ogni risorsa? E così invece di assumere nuovo personale per la sostituzione, condizione possibile per le emergenze, si continua a depauperare quello che resta delle strutture e dei servizi sanitari di Priverno, mettendo seriamente a rischio la salute e la vita dei cittadini di un intero comprensorio, che ora dovranno anche sperare che non gli capiti nulla di notte. Certo - ironizza Bilancia - in caso di bisogno si può chiamare il 118 o recarsi presso altre strutture, ma lo sappiamo tutti che l'emergenza mal si concilia con distanze e tempi più lunghi". Bilancia poi esprime tutta la sua indignazione "per la facilità e l'incuria con le quali si privano i cittadini dei più basilari diritti, in barba agli annunci eclatanti e alle false promesse elettorali della Polverini. Anche perché quella di venerdì - insiste - è solo una delle tegole che cadono da mesi sulle nostre teste. Qualche settimana fa abbiamo dovuto rivendicare la continuità dei servizi del consultorio e chiesto la sostituzione del ginecologo trasferito. Il nuovo ginecologo è finalmente arrivato, ma presterà appena sei ore di servizio la settimana a fronte delle 18 prestate dal dott. Zaccheo! Secondo il coordinatore Pd ora sarà necessaria una grande mobilitazione delle forze politiche e sindacali più sensibili e attente al grave problema, ma sarà altrettanto necessario che ad essa partecipino tutti i cittadini privernati e del comprensorio lepino per far valere tutta la loro forza nel rivendicare i propri diritti e nel pretendere che vengano soddisfatti". Non poteva mancare un'esplicita quanto ironica accusa a chi dovrebbe farsi carico in prima persona della salute del propri cittadini. "E mentre accadeva tutto ciò - dichiara Anna Maria Bilancia - nel tentativo sempre più evidente di smantellare quello che resta del nostro sistema sanitario, con le conseguenze gravissime sulla qualità e la sicurezza della vita di migliaia di donne e uomini, anziani e bambini, chi è deputato alla nostra tutela, quale responsabile della salute e della sicurezza dei cittadini, ovvero il sindaco Umberto Macci, non c'era perché, insieme all'assessore alla sanità, si trovava nella lontana Polonia, impegnato nei consueti e numerosi gemellaggi!. Per la cronaca occorre precisare che dal Comune di Priverno è stato emesso un comunicato di condanna nella mattinata di martedì 12 luglio. Assordante, invece, il silenzio di altri personaggi importanti del centrodestra privernate, in maggioranza o all'opposizione in Consiglio comunale. Quegli stessi autorevoli personaggi che in una pubblica manifestazione di piazza qualche anno fa minacciavano interventi eclatanti, come il blocco della stazione ferroviaria o raccoglievano migliaia di firme tra i cittadini per scongiurare il declassamento dell'ospedale di Priverno. Ma, allora nel centro collinare lepino come alla regione c'erano Giunte di centrosinistra. Infine, quel che la gente non riesce davvero a capire è, soprattutto, il silenzio, sulla vicenda sanità a Priverno, di chi ricopre incarichi di potere nella Giunta provinciale o, addirittura nel Consiglio regionale del Lazio. Non un comunicato, non una parola non un intervento ufficiale, infatti, si registra dalle parti di via Costa o di via della Pisana. Ma, forse, non è secondario - come qualcuno ci ha fatto notare - che alcuni amministratori, a Latina come a Roma, ricoprano i rispettivi ruoli senza essere stati eletti direttamente dai cittadini.




