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SUI MUSEI È DI NUOVO SCONTRO APERTO
Giovedì 16 Giugno 2011 15:11
Chiariamo subito una cosa. A scanso di equivoci. Perché sugli equivoci qualcuno sembra abile a giocare in questa città. Da parte di questo giornale non c'è alcuna intenzione di far polemica o di criticare, anche perché le nostre critiche - quando ci sono state - sono sempre state a fine costruttivo. Il nostro obiettivo è quello di cercare di capire - e di far capire ai lettori - la verità. O, almeno, quello che di più vicino è alla verità.
E questo sia chiaro. Se e quando riceveremo delle smentite, pronti a dare spazio a tutti. L'oggetto della nostra attenzione è il sistema museale urbano di Priverno. Qualcosa che, nel centro collinare lepino, esiste da decenni e che, in diversi momenti, è stato il fiore all'occhiello non solo della città, ma dell'intero comprensorio. Alcuni giorni fa il sindaco di Priverno Umberto Macci ha annunciato, attraverso un comunicato stampa, l'assegnazione di un ambito riconoscimento al sistema museale cittadino (Museo archeologico di Santa Chiara, Polo medievale di Fossanova, Museo per la Matematica di San Martino, Area archeologica di Mezzagosto) da parte di Herity International, l'organizzazione mondiale per la certificazione di qualità della gestione del patrimonio culturale. Sottolineando come i musei privernati avessero ricevuto quel riconoscimento "con ottimi risultati" e spiegando che quella certificazione viene attribuita al patrimonio culturale di una città soprattutto "grazie al giudizio dell'opinione pubblica, quindi dei visitatori, oltre che a quello dei responsabili dei siti e dei valutatori esterni". Al comunicato del sindaco ha fatto seguito quello dell'opposizione. E, specificatamente, di Federico D'Arcangeli, consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Libertà. Il sindaco - ha dichiarato l'esponente Sel - forte di questo riconoscimento, si è lanciato in una intemerata contro chi denigrerebbe il nostro patrimonio e le nostre eccellenze, così autorevolmente certificate. E' chiaro che siamo noi per primi a riconoscere che il nostro sistema museale è, nonostante tutto, uno dei migliori dell'intera regione (Roma a parte) e che può rappresentare per la nostra economia un volano considerevole. Ma - è sempre D'Arcangeli a parlare - siamo anche consapevoli, e non da oggi, che la gestione degli ultimi anni ha avuto esiti disastrosi, certificati, questi si, da dati ufficiali forniti dalla stessa amministrazione. E giù numeri. I visitatori dei musei archeologici (Fossanova e Santa Chiara) sono passati da 10.266 del 2044 (considerati i due mesi di chiusura per l'allestimento, si può parlare di circa 12.000 presenze) ai 6.200 - praticamente la metà - del 2010. Quelli del Museo per la Matematica di San Martino sono passati da 12.413 del 2004, quando esisteva ancora il vecchio museo ideato dal prof. Giusti, ai 3.362 del 2010, quando è decollato il nuovo museo fortissimamente voluto dal sindaco Macci. In totale - continua il consigliere comunale di opposizione - i visitatori dei nostri musei erano 22.679 nel 2004 e appena 9.562 nel 2010. Un "fallimento clamoroso", cui va aggiunta la chiusura che ormai dura da tre anni, dell'Area archeologica di Mezzagosto. E gli incassi, sempre secondo D'Arcangeli, sono naturalmente diminuiti in proporzione: 57.452 euro nel 2004 a fronte di 15.930 euro nel 2010. L'esponente Sel conclude il suo intervento sulla questione con una serie di domande: "Di fronte a questi dati può il sindaco, senza arrossire, vantare il riconoscimento dell'Herity e attaccare l'opposizione? E la stessa Herity, cui abbiamo già comunicato questi dati, non pensa per caso di dover rivedere la propria decisione? E sarà per questo, per un sussulto di pudore, che il sindaco non fissa la data per la cerimonia della consegna del diploma?". Ora delle due l'una. A meno che non sia ancora attuale quella locuzione latina che afferma come "in medio stat virtus". Allora, perché non chiarire il tutto in un bel dibattito pubblico, che sarebbe anche l'occasione per fare una riflessione generale sui musei privernati, di cui si sente da tempo bisogno?




