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LE INCOGNITE DELL’AREA ARCHEOLOGICA
Mercoledì 08 Giugno 2011 15:05
La situazione relativa all'Area archeologica Privernum, in località Mezzagosto, dove si presume insistesse la città romana, versa ormai in uno stato di evidente degrado e abbandono. Tanto che più volte, in passato, il problema è stato segnalato sia in sede istituzionale, attraverso interrogazioni consiliari, sia sui quotidiani locali dal Partito democratico e da Sinistra Ecologia e Libertà.
Ora, finalmente, la questione è stata affrontata nella giusta sede. E' stata, infatti, oggetto dei lavori della Commissione per la Trasparenza Amministrativa. A parlarne è il presidente della Commissione Elvira Picozza (Pd). L'esame della situazione, particolarmente complessa, ha richiesto tre incontri, nel corso dei quali sono stati analizzati atti e documenti a partire dal 2000, anno in cui è stato stipulato il contratto con la ditta vincitrice dell'appalto per un importo di 3.574.824 delle vecchie lire (1.846.242,61 euro), fino ai giorni nostri. I documenti, secondo quanto ha dichiarato Picozza, dicono che fino all'anno 2003 i lavori hanno seguito un andamento regolare e continuo. Tanto che è stato realizzato il 50% del previsto e questo ha permesso di poter richiedere alla regione Lazio un'ulteriore tranche di finanziamento, pari al 30%. La necessità di una variante in corso d'opera per il rinvenimento imprevedibile di importantissimi reperti, tra i quali la Cattedrale Altomedioevale, portò, a partire dalla fine del 2003, alla sospensione dei lavori, ripresi dopo l'approvazione di una variante da parte del Comitato Tecnico Regionale verso la fine del 2005, naturalmente con un ulteriore integrazione finanziaria pari a 299.522,18 euro. Grazie alla ripresa dei lavori si poté procedere al pagamento del 10° e 11° stato di avanzamento dei lavori alla ditta appaltatrice.
Dopo un ulteriore interruzione, a partire dai primi mesi del 2006 a causa del mancato trasferimento di quel 30% di finanziamento, ripetutamente richiesto, i lavori ripresero nella metà del 2007, a seguito di un cospicuo finanziamento da parte della regione Lazio. Ciò permise di certificare due ulteriori Stati di Avanzamento dei Lavori, il 12° e il 13°, per i quali, sulla base di quanto affermato dagli uffici competenti, si accertò la disponibilità delle somme nel capitolo di bilancio corrispondente. A questo punto nasce il primo nodo. Infatti, spiega Elvira Picozza, mentre il 12° stato di avanzamento venne materialmente pagato alla ditta appaltatrice, il 13° non risulta, a tutt'oggi, essere stato saldato. Per questo motivo è sorto un contenzioso tra la ditta appaltatrice del progetto e il Comune di Priverno, che ha determinato l'interruzione dei lavori e, conseguentemente, il degrado dell'Area archeologica con il reale rischio di vedere compromesso quanto finora realizzato, senza escludere un possibile danneggiamento dei preziosi reperti già riportati alla luce. Di fatto, i lavori risultano interrotti dal 14 gennaio 2008, con il 94,27% del progetto già realizzato. Ciò sta a significare - sottolinea il presidente della Commissione Trasparenza - che mancherebbe veramente poco per il completamento totale dell'opera, per la quale risultano da eseguirsi soltanto lavori per 120.000 euro.




