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CONSULTORIO SENZA MEDICO
Mercoledì 08 Giugno 2011 15:03
Un'altra brutta pagina sulla sanità privernate è stata scritta. Tante, in un passato più o meno recente, sono state vergate dalla regione Lazio e dall'Azienda sanitaria locale Latina senza che i politici e gli amministratori di turno - stiamo parlando di quanto accaduto praticamente negli ultimi quindici anni - abbiano fatto qualcosa di concreto.
E' inutile ora, stare qui a ripercorrere quelle brutte pagine. Sarebbe come rigirare il coltello nella piaga. Tanto ciò che è stato tolto a Priverno e ad un comprensorio di circa trentamila abitanti non sarà di certo restituito, malgrado le tante promesse elettorali che abbiamo sentito nella campagna elettorale per le regionali del 2010, anche da parte di chi occupa poltrone davvero molto importanti. Veniamo all'ultima pagina nera di cui si diceva in apertura. Riguarda l'ambulatorio di Ostetricia e, più in generale, il Consultorio di via Torretta rocchigiana. Il timore che prima o poi venisse a finire un delicato quanto importante servizio per il pianeta donne era stato avanzato in tempi non sospetti da Sinistra Ecologia e Libertà, per il tramite del consigliere comunale Federico D'Arcangeli. Ed è ancora lui che torna - tra l'assordante silenzio di istituzioni e partiti politici - sulla questione, dopo il trasferimento all'ospedale di Fondi dell'ultimo medico rimasto a reggere un servizio, che è sempre stato di qualità. Sentiamo D'Arcangeli: "Siamo dunque arrivati al punto in cui i nostri timori sulla sorte del Consultorio di via Torretta rocchigiana a Priverno rischiano di concretizzarsi. Il medico che fino ad ora ha garantito il suo funzionamento, la gran mole di servizi erogati, il rapporto strettissimo con centinaia e centinaia di donne di tutto il comprensorio ed altro ancora, è stato destinato ad altro incarico all'interno della nostra Asl". Questo significa - secondo l'esponente Sel - che il Consultorio così come lo abbiamo conosciuto finora è praticamente finito, perché tutta l'attività che in qualche misura dipendeva dalla dedizione straordinaria di quel professionista difficilmente potrà essere recuperata. Ma rischia anche di segnare - sottolinea preoccupato D'Arcangeli - il declino dell'attività per così dire "normale" di quella struttura, alla luce delle difficoltà finanziarie, dei tagli alle risorse e al personale cui la sanità regionale è sottoposta. Sappiamo - sottolinea il consigliere comunale di opposizione - che si sta cercando almeno di salvare il salvabile, di ridurre, in qualche modo, il danno e certamente garantire la continuità del servizio. Sappiano, però, i responsabili della Asl - ammonisce D'Arcangeli - che nessuna soluzione precaria o raffazzonata o improvvisata sarà accettata, se non garantirà un servizio e prestazioni assolutamente adeguate alle esigenze delle donne di Priverno e dell'intero comprensorio.




