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NUOVO ATTO DI VIOLENZA, L’ALLARME DI D’ERRICO

Mercoledì 01 Giugno 2011 16:40

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FotoPrivernodi Mario Giorgi

Per la seconda volta in pochi mesi Priverno finisce nelle pagine dei giornali per un atto di violenza. Stavolta, per fortuna, le conseguenze non sono state tragiche come nella scorsa occasione.

Il fatto è però indicatore di una situazione sociale da non trascurare. Puntuale, sull'accaduto arriva la nota di Simone D'Errico, esponente dell'ala giovane del SeL privernate: "La commissione Scuola del circolo SEL di Priverno, preso atto del meschino episodio di violenza che un gruppuscolo di minori ha usato ai danni del minore S.N.P. di origine indiana il 26 Maggio scorso davanti la scuola media ex- Cervi, esprime la propria vicinanza e solidarietà al ragazzo aggredito e a tutta la famiglia. SEL stigmatizza l'accaduto denunciando fortemente la deriva violenta che si sta avendo in questo periodo da parte di piccoli gruppi di facinorosi e ricordiamo che il pestaggio di Maurizio Letizia detto 'Cicoria' ad opera anche quello di un minorenne. Ci si pone così, come cittadini, una domanda: 'Cosa si può realmente fare per arginare questa nera marea?' La commissione ritiene opportuna una seria riflessione sul disagio giovanile (che monta soprattutto tra i banchi di scuola) e sulla solitudine ed impotenza in cui si trovano relegate le istituzioni educative e sociali. Chiediamo quindi che le istituzioni locali competenti mostrino maggiore sensibilità davanti a suddetti episodi e che facciano di tutto per rispondere al bisogno che c'è di un nuovo sistema che leghi la scuola all'associazionismo, affinché si educhino i ragazzi alla vita nella comunità e al rispetto dell'altro. Mancanza di legame che sta aiutando la disgregazione del tessuto sociale in tutte le sue parti. È in questo vuoto che i ragazzi si trovano a vivere; educati più dalla TV-spazzatura e dalle strade che dalle famiglie, che si trovano con servizi sociali assenti o depauperati e con una scuola pesantemente penalizzata da così dette 'riforme' che, con i loro tratti distintivi fatti di tagli e distacco alunno - docente, non sono altro che espressione di un governo oscurantista il quale sta dando sempre più prova di aver paura delle parole libere e del pensiero critico”.