CULTURA, CESARE BOVE
Mercoledì 12 Gennaio 2011 18:13
di Mario Giorgi
Cesare Bove è stato protagonista degli ultimi 60 anni della storia di Priverno. Educatore, uomo di scuola, dirigente scolastico (è stato per tanti anni preside della scuola media "San Tommaso d'Aquino"), politico, amministratore anche in qualità di presidente dell'allora USL Lt/4 e sindacalista della Cgil (con Giorgio Alessandrini della Cisl si inventò il sindacato confederale a Latina), ha fatto sempre della comunicazione il suo credo quotidiano, scrivendo su quotidiani e riviste, cercando di trasmettere agli altri e alle giovani generazioni in particolare i sentimenti di libertà e di giustizia.
Negli ultimi tempi ha affidato soprattutto al libro il suo messaggio. Ne ha pubblicati tre - "Il suo mezzo di trasporto era la bicicletta"; "Il figlio del calzolaio" e "I delfini hanno smesso di giocare" - in cui è riuscito a rappresentare la storia locale, inserita nel più ampio spettro della Storia con la S maiuscola, non come una fotografia asettica, ma come un'immagine che suscita sentimenti forti, infondendo nei giovani la speranza di un futuro sempre migliore. Proprio con questa motivazione l'Associazione Onirika di Sezze gli ha conferito il "Premio comunicazione 2010". Conosco Cesare da una vita. Eppure non lo avevo mai visto così commosso. E sul palco del "Costa" lo ha detto: "Ringrazio gli amici di Onirika perché mi hanno fatto un bel regalo. E questi regali alla mia età commuovono ancora di più, considerato che ho visto sfilare sul palco tanti giovani con un futuro promettente ed anche ad alti livelli". Infine, una battuta sul titolo del suo ultimo libro: "A Priverno la Fontana dei delfini è un monumento simbolico, eppure quando fu a suo tempo ristrutturata, tutto fecero tranne che mettere l'acqua. Allora "I delfini hanno smesso di giocare" dimostra anche la poca attenzione che, purtroppo, abbiamo per chi ci ha preceduto".



