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SFIDA A TRE
Mercoledì 11 Maggio 2011 17:49
Siamo in dirittura d'arrivo. Le elezioni che si terranno il 15 ed il 16 maggio decreteranno il nome del nuovo sindaco di Pontinia. Una grande opportunità, ma anche una forte responsabilità. Il nuovo sindaco si troverà, infatti, a dover amministrare un nuovo paese.
Un paese ormai fuori dal dissesto finanziario che vuol sentir parlare di innovazione, sostenibilità, lavoro e formazione. Un punto di svolta, insomma, dopo anni colmi di problemi di natura politicoeconomica. E proprio su questi propositi sembra siano improntati i programmi elettorali dei candidati a sindaco. Almeno questo è emerso dal confronto pubblico dello scorso 4 maggio, giorno in cui, nel Teatro Fellini, si è tenuta una sorta di question time alla quale hanno partecipato i candidati a sindaco. Tutti meno uno: Ernesto Bilotta. Ognuno ha avuto a disposizione 2 minuti per chiarire la propria posizione sui più svariati argomenti di interesse pubblico. L'assenza di Bilotta sembra sia stata mossa da motivazioni molto serie. Il rappresentante del Pdl, infatti, pare che abbia sentito puzza di imbroglio ed abbia deciso di rinunciare. Per il piddiellino l'incontro rappresentava una trappola organizzata per serrarlo in una morsa. Ad ogni modo, il dibattito c'è stato ugualmente ed ha avuto inizio con il tema "cultura". Sia Tombolillo che Subiaco hanno ribadito l'idea di trasformare il "Fellini" in un cine-teatro, puntando molto sulla ristrutturazione. Subiaco si è anche sbilanciato affermando che, secondo lui, "Sparagna non ha svolto un buon lavoro. Se sarò sindaco - ha affermato Subiaco - il Fellini cambierà direttore artistico". Sui temi caldi di turbogas e biomasse, i punti di vista sono stati, come noto, diametralmente opposti. Subiaco pensa ad un referendum che rimetta tutto in discussione, Tombolillo, invece, intende andare avanti sulla propria strada, forte dei molti euro già investiti per la salvaguardia del territorio. Sul tema urbanistica sembrano essere tutti d'accordo sul da farsi, ma Subiaco punta il dito contro l'atteggiamento dell'ufficio tecnico comunale che definisce "d'intralcio allo sviluppo del paese". La chiusura dello Sportello Agricolo di Zona, infine, ha dato il La per discutere di agricoltura. Tombolillo la definisce "un'ingiustizia ai danni della collettività", senza nascondere il suo rammarico per la mancata accettazione della delibera consigliare che ne garantiva alla Regione Lazio una gestione gratuita. Subiaco, invece, si è limitato ad affermare che si tratta di una questione politica e che, se diverrà sindaco, la linea di governo potrà evitare simili futuri inconvenienti. Un punto in comune tra tutti e tre i candidati sindaco, inoltre, sembra essere l'interesse per i giovani. Per la prima volta si vedono così tanti nomi di giovani aspiranti politici nelle liste elettorali, infatti. Nonostante la legge abbia ridotto per Pontinia il numero di consiglieri a 16 (più il sindaco), molti sono i ragazzi che ci credono e credono nel futuro politico di Pontinia. Amarezze, tuttavia, si riscontrano nella collettività sui metodi di campagna elettorale. Incentrati principalmente sull'affissione selvaggia. Enormi faccioni di carta che, a fine campagna, con molta probabilità verranno lasciati lì a sporcare le vie del paese. Come da disposizioni dell'Ufficio Elettorale di Pontinia, ogni candidato a sindaco ha a disposizione 2 spazi di propaganda diretta ed ogni lista 8 spazi pubblici per le affissioni. Questo su carta, la realtà dei fatti, invece, è diversa. Alcuni "faccioni" hanno speso un'intera campagna utilizzando gli spazi destinati ad altri e ricoprendo spazi impropri come le fermate di autobus locali e Co.tra.l, le cabine Enel o Telecom, i pali della luce lungo strade o incroci. In questi casi è compito della Polizia Municipale intervenire e far rispettare le disposizioni in merito con apposite sanzioni. Ad oggi, però, non si riscontrano ancora azioni di questo tipo. E la campagna è praticamente terminata.




