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LE RIMOSTRANZE BOOMERANG DI NOVELLI

Giovedì 22 Luglio 2010 15:42

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Consiglio2

di Roberto Tartaglia

Tutto iniziò da quelle fatidiche parole di Sandro Novelli: “è stata una delibera illegittima”. Si riferiva all’aumento degli stipendi dell’attuale amministrazione. Il capogruppo azzurro, però, non aveva fatto messo in conto la reazione del sindaco Tombolillo che, preso atto della reiterata contestazione di Novelli, ha avviato immediatamente le apposite verifiche.

E le parole del primo cittadino hanno messo subito a tacere il ribelle: “Le verifiche sono state valutate non soltanto con i dirigenti dei settori competenti, ma anche con consulenti esterni, come lo studio Delfino e l'avvocato Garofalo. Le risposte che abbiamo ricevuto vertono in un unico senso: l'aumento degli stipendi era consentito, nonostante vi fosse il dissesto finanziario. La validità è confermata da quanto stabilito dalla Tabella A della Legge che regola gli stipendi di tutti gli eletti”. In passato gli amministratori avevano deliberato per la corresponsione del 50% del dovuto, così questa modifica non ha fatto altro che aumentare gli stipendi a quanto realmente previsto, rende noto il primo cittadino. Punto. Sarebbe stata una piccola battaglia conclusa con la vittoria della maggioranza, ma le rimostranze dell’opposizione non si sono limitate a questo ed hanno seguito strade impercorribili che l’hanno improvvisamente trasformate in un pericoloso boomerang fuori controllo. Sempre l’opposizione, infatti, ha deciso di denunciare il fatto che gli eletti che svolgono anche un lavoro dipendente percepiscono l’intero stipendio, anziché il 50% come previsto dalla normativa vigente. Ed è vero, ma il problema sta proprio qui: la legge non fa riferimento alla percentuale della tabella A, ma si riferisce al compenso in generale. Qualunque esso sia. Quindi i lavoratori dipendenti che non hanno chiesto aspettativa devono restituire la metà di quanto percepito, anche se questo è la metà o un quarto di quanto previsto in Tabella A. Ed ecco che il boomerang torna indietro, perché, a quanto pare, anche la vecchia giunta Mochi è caduta nel tranello. E chi c’era come assessore nella giunta Mochi che svolgeva anche lavoro da dipendente pubblico? Proprio Sandro Novelli, padre fondatore di questa querelle. Il risultato finale? Sono in partenza le lettere per tutti coloro che dovranno restituire quanto percepito irregolarmente, e di questi 5 sono membri dell’ex giunta Mochi (Sciscione, Scirocchi, Novelli, Verdecchia e lo stesso Mochi) e solo 1 dell’attuale giunta Tombolillo (Walterino Battisti). Se si tiene conto che della giunta Mochi erano dipendenti pubblici anche sindaco e vicesindaco la cifra che dovrà essere restituita è di circa 65mila euro che, sommati ai 25mila euro dell’unico lavoratore dipendente della Tombolillo-ter si arriva a 90mila euro che rientreranno a breve nelle casse comunali di Pontinia.