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EX MIRALANZA: LE PERIPEZIE DEI RESIDENTI

Mercoledì 13 Aprile 2011 17:24

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miralanzadi Roberto Tartaglia

L'area dell'ex Miralanza non smette di far parlare di sé. Oltre al progetto del megastore ed alle polemiche ad esso legate, si fanno sempre più prorompenti due importanti problemi.

Il primo è legato alla presenza di prostitute nei pressi dello spiazzo antistante l'ex industria e, soprattutto, nei pressi dell'incrocio che fiancheggia la fermata del bus. Inevitabili, e giustificate, le lamentele da parte dei viaggiatori costretti ad attendere il mezzo fianco a fianco con le giovani donne, e dei cittadini che vedono cadere sempre più nel degrado la loro area residenziale. I carabinieri di Pontinia sono costantemente al lavoro per arginare questo fenomeno ma, speso, si trovano nell'impossibilità di intervenire. Purtroppo, ad oggi, la legislatura italiana non vieta esplicitamente l'attività di prostituzione, creando una discontinuità nell'ordinamento giuridico nazionale non indifferente. Nel settembre 2008, il CdM ha approvato il ddl n.1079 "Misure contro la prostituzione", firmato da Mara Carfagna, che introdurrebbe il reato di esercizio della prostituzione in luogo pubblico. Ma il ddl tale è rimasto, essendo il Governo sino ad oggi preso da altre "urgenze". Non potendo, pertanto, appellarsi ad una legge specifica in materia, le forze dell'ordine non possono far altro che "disturbare" l'attività delle ragazze che, come è facile intuire, non impiegano molto a riprendere le loro attività. La nazionalità delle giovani prostitute, tra l'altro, non permette alle forze dell'ordine di attuare azioni di rimpatrio, poiché cittadine europee e, quindi, legittimate a restare sul territorio italiano. Sembra che al momento siano in atto lavori di muratura che impediscano alle prostitute di utilizzare l'ex stabilimento come luogo di rifugio per le loro attività. Ma nulla di più. Accanto a questo, c'è un altro problema: la spada di Damocle dello sfratto che pende sulle teste dei residenti nei palazzi una volta appartenuti ai dipendenti della Miralanza. L'ultimatum intimato dalla società tedesca Reckitt Benckiser, proprietaria degli immobili e del sito industriale, è scaduto da un pezzo ed i residenti, seppur forti della legge che li tutela, si ritrovano a vivere con questo fardello a causa del sempre più imminente inizio dei lavori per la costruzione del megastore. A quanto pare, infatti, la motivazione degli sfratti è legata all'abbattimento dei palazzi in vista della costruzione del nuovo centro commerciale. I contratti di affitto, però, tutelano i residenti fino ad inizio 2012. Allora non resta che chiedersi: come mai, per oltre dieci anni, nessuno si è interessato di mettere in atto lavori di ammodernamento che non costringessero gli inquilini a lasciare gli alloggi? E come mai nonostante i finanziamenti statali che, pare, siano stati elargiti a favore della Reckitt Benckiser è stato dichiarato che i lavori non potevano essere eseguiti a causa di un budget non adeguato?