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NOVELLI LASCIA LA POLITICA, MOCHI IL PARTITO

Giovedì 11 Novembre 2010 09:30

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721210di Roberto Tartaglia

La spaccatura in atto nel centro-destra, che sta animando polemiche a livello nazionale, sembra avere importanti ripercussioni anche nella politica locale, specie se iniziative in tal senso vengono prese da nomi storici della politica comunale e se queste vanno ad impattare sul futuro di un'amministrazione come quella di Pontinia, protagonista tra pochi mesi delle elezioni comunali.

I nomi che hanno fatto risuonare nel comune pontino l'eco della spaccatura sono quelli di Sandro Novelli e Giuseppe Mochi. Sandro Novelli, come per ogni campagna preelettorale, anche per questa ha annunciato pubblicamente che dal prossimo anno non sarà più tra i protagonisti della politica pontina, e lo ha fatto nel suo stile provocatorio, lanciando un invito al sindaco Tombolillo. L'invito, per ora non accolto dal sindaco, verte su un incontro pubblico con la cittadinanza che riproponga un sommario di tutte le questioni più importanti che sono state sul tavolo politico in questi ultimi 10 anni. "Novelli è stato sicuramente uno dei protagonisti principali della scena politica pontiniana, personalmente non sono stato quasi mai d'accordo con lui. Il suo operato, ad ogni modo, è stato rappresentativo del centrodestra e lui ha svolto, a mio parere, un ottimo lavoro di riorganizzazione del settore urbanistica." Il perché Tombolillo abbia glissato sull'incontro, però, risiede nel fatto che, a suo dire, Novelli ha intenzione di portare in pubblico questioni ancora aperte, ancora al vaglio degli inquirenti. "Credo che sia più opportuno aspettare che finiscano i processi. A quel punto, allora, sarà possibile tirare le somme. Un incontro vorrebbe dire ritrovarci a fornire, per l'ennesima volta, solo ed esclusivamente la nostra versione dei fatti, creando ancora più confusione nei cittadini". Così conclude il sindaco, rimandando tutto alle numerose ed inevitabili discussioni che animeranno la prossima campagna elettorale. A far sentire la sua voce, con una nota diretta al coordinatore provinciale del partito, è anche Giuseppe Mochi. I toni in questo caso sono duri, amareggiati e rivolti alle delusioni avute dall'operato del partito che definisce "fallimentare" sia a livello locale che nazionale. L'abbandono dello storico esponente di centrodestra, nonché sindaco ed artefice della questione "dissesto", rivelatasi dapprima il più grande scandalo che abbia mai colpito la politica a Pontinia, e poi nient'altro che un grande bluff finalizzato all'abbattimento degli avversari politici, spacca la cittadinanza in due. Da un alto c'è chi vede in questa scissione un possibile ritorno in prima linea di Mochi con i nuovi colori, agguerrito contro i suoi ex compagni di partito, dall'altro chi pensa che questo scossone sia un'ulteriore scusa per attendere il termine dell'ultima legislatura tombolilliana per poi tornare alla ribalta ed affrontare avversari più a misura. E chi giova di più di questo addio sono proprio ex mochiani come Torelli, Marson ed i giovani rappresentanti di "Orme pontine". A conferma di questa presa di distanze il punto focale del loro programma, basato sul rilancio dell'occupazione a partire da un provvedimento nato nelle file del centrosinistra e già votato favorevolmente anche da Paolo Torelli: il megastore di Mesa. Le dichiarazioni del direttivo prlano chiaro: "Il rudere dell'ex Mira Lanza scomparirà e l'intera area sarà riqualificata grazie alla costruzione del centro commerciale, realizzato rispettando i canoni architettonici dell'arte razionalista, tipica della fondazione di Pontinia, e la riqualificazione del verde, con la piantumazione di molti nuovi alberi". Che siano questi giovani la vera sorpresa di queste prossime elezioni? Che siano loro gli unici in grado di proporre un'alternativa alla consolidata figura di Eligio Tombolillo?