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UN SECONDO PROGETTO PER LA BIOMASSE
Mercoledì 03 Novembre 2010 18:00
di Roberto Tartaglia
All'improvviso, dal nulla, sbuca un secondo progetto per l'installazione di una centrale a biomasse nel Comune di Pontinia. A quanto pare a nessuno interessano i preoccupanti dati esposti dal sindaco Tombolillo nel corso della conferenza unificata per il rilascio dell'AIA in merito al primo progetto a biomasse.
Dati avallati anche dall'autorevole parere del prof. Federico Valerio (S.S. Chimica Ambientale- Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova). A suo tempo, infatti, Tombolillo motivò il parere negativo al rilascio dell'Autorizzazione per l'Impatto Ambientale con dati gravissimi: secondo l'Agenzia Sanitaria Regionale del Lazio il comune di Pontinia ha il più alto indice (nel Lazio) di incidenza tumorale nell'apparato respiratorio femminile e, secondo il registro tumori della popolazione dell'Asl della provincia di Latina, il distretto di Latina (che comprende i comuni di Latina, Sermoneta e Pontinia) ha la più alta incidenza nelle malattie e nella mortalità per neoplasia maschile e femminile dell'apparato respiratorio. Il prof. Valerio ha avvalorato tali motivazioni esponendo l'impatto che l'emissione nell'ambiente di polveri sottili ed ultra sottili, ossidi di azoto, idrocarburi policiclici aromatici, diossine ed altro, derivanti dal combustibile delle biomasse anche a seguito della depurazione dei fumi prodotti, potrebbero avere su una situazione già abbastanza grave. Un supporto giuridico e morale all'impossibilità di costruire una simile struttura nelle nostre zone, però, sembra arrivare, in questi giorni, da una sentenza del Tar che ha bocciato la realizzazione di un impianto a biomasse nel Comune di Olevano Lomellina (PV). Il tribunale ha ritenuto valido il ricorso presentato dalla Fondazione "Vera Coghi" annullando le autorizzazioni rilasciate dalla Provincia Lombardia in merito alla costruzione della centrale ed all'esproprio dei terreni. La motivazione è stata di "difetto di partecipazione", di mancanza del rispetto delle garanzie (secondo il principio che un Ente pubblico deve ascoltare i cittadini e fornire loro strumenti di partecipazione effettivi) nei confronti dei diretti interessati che, in questo caso, erano la Fondazione "Vera Coghi" ed una società proprietaria dei terreni.




