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Condoni e sviluppo urbano creano dissapori in consiglio
Giovedì 26 Gennaio 2012 17:22
La diffida inviata dall’assessore al Bilancio, Alfonso Donnarumma, ai responsabili dell’Ufficio Condono del Comune, sulla questione degli abusi edilizi continua a far parlare di sé.
La lettera invita i soggetti a regolarizzare le pratiche, che giacciono sulle scrivanie da oltre vent’anni, entro 90 giorni dal ricevimento della stessa. In caso contrario si procederà ad applicare le sanzioni di legge previste: demolizione o acquisizione dell’immobile. Stavolta il plauso per l’iniziativa è arrivato dall’ex assessore all’Urbanistica, il piddiellino Sandro Novelli. L’ex assessore, in una nota, si dice in attesa dei risultati di tale iniziativa e sollecita Donnarumma ad adeguare gli oneri relativi al rilascio delle concessioni edilizie, ancora invariati dal 2004. Novelli ricorda che tale adeguamento andava fatto ogni biennio su base Istat e non disdegna la vena polemica in merito a tali ritardi. Ovviamente negli ultimi 8 anni gli oneri concessori sono rimasti invariati e ciò, secondo Novelli, ha determinato un consistente danno erariale per il Comune di Pontinia. Poi, l’ex assessore torna sull’argomento del piano commerciale, più volte affrontato, e rimarca la difficoltà di programmare uno sviluppo edilizio in mancanza di tale documento. Novelli non rifiuta l’occasione di alzare polemica in merito all’operato della maggioranza comunale. Una maggioranza che, a suo avviso, ha dato più importanza al megastore di Mesa che ad altre iniziative di settore. E, tra l’altro, chiede in tono quasi retorico: “Come mai l’Udc ha avallato la vendita dell'edificio ex Enel di Viale Italia a un privato quando il Tar del Lazio aveva ordinato il reintegro dello stesso al patrimonio comunale?”. Nella nota non manca neppure l’argomento Custer e un sollecito diretto a Donnarumma per il recupero delle somme versate a favore della società che, si ricorda, nel 2000 fu incaricata di censire gli immobili per l’imposizione di ICI, TARSU e TOSAP. Un affidamento dichiarato illegittimo poiché basato su un contratto che il Tribunale di Latina dichiarò nullo nel 2008.




