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NUCLEARE, TRA MEMORIA E FUTURO
Giovedì 23 Settembre 2010 13:00
di Roberto Tartaglia
Lo scorso 11 settembre, nel piazzale davanti al Comune di Pontinia, ha avuto luogo un interessante dibattito sul tema del nucleare. Punta di diamante di questo incontro, organizzato dall'attivissimo Giorgio Libralato e dai ragazzi del Cantiere Creativo, al cospetto delle istituzioni locali, è stata la presenza di Massimo Bonfatti (presidente di Mondo in Cammino), ma soprattutto del professor Yuri Bandazhevsky e di sua moglie, Galina.
Le testimonianze dei tre relatori e le loro conoscenze scientifiche in merito hanno chiarito oltre ogni dubito lecito il danno che un possibile ritorno al nucleare in Italia potrebbe comportare. Specie nelle nostre zone, che vivono di agricoltura e sono costantemente minacciate dalla presenza dell'impianto di Borgo Sabotino e di quello del Garigliano. "Per capire bene il fenomeno del nucleare - ha aperto il dibattito Bonfatti - è importante guardare ad esso con gli occhi del cittadino, attraverso testimonianze dirette. Le istituzioni internazionali, invece, non fanno altro che precludere ogni tipo di informazione reale. Gravi colpe le ha fra tutti l'OMS che, a differenza di quanto dovrebbe fare ed a seguito dell'accordo stipulato con l'AIEA, si è impegnata in una campagna di censura su ogni dato reale riguardante gli incidenti nucleari nel mondo." La conferma a tali accuse arriva anche dallo stesso Bandazhevsky, non appena presa parola. "Negli anni '60 e '70, - dichiara il professore - gli esperimenti nucleari a scopo militare di USA e URSS hanno contaminato intere zone, ma il rapporto del Ministero della Salute, in cui si dichiarava la verità, scomparve quasi immediatamente dalla circolazione". Problemi cardiovascolari e tumori sono le cause più diffuse di mortalità, dovute alla presenza nell'aria e nei cibi di cesio 137, bario ed altre sostanze radioattive. " Sono 240mila i bambini bielorussi morti per problemi cardiovascolari e tumori alla tiroide - specifica Galina, pediatra e cardiologa -. Il Ministero della Salute si interessa del caso ed elargisce sovvenzioni alle famiglie per permettere ai bambini di espatriare per periodi di cura, ma nulla può contro gli interessi economici che vi sono dietro. A Minsk questi problemi sono aumentati vertiginosamente negli ultimi 5 anni, eppure nessuno riconosce i problemi come causa diretta del disastro di Chernobyl." In chiusura di dibattito, alla domanda "cosa spinge ad un ritorno al nucleare in tutta Europa, soprattutto a fronte dell'assenza di un piano sicuro di stoccaggio delle scorie?" le risposte dei tre relatori sono state secche e precise: "L'umanità è soggetta agli interessi monetari, soprattutto in ambito militare. Tutte le centrali del mondo sono collegate a scopi militari. In Russia sono tutte connesse alla produzione di plutonio, per le bombe. Ecco la vera motivazione." Il sindaco Tombolillo, a nome di tutti gli amministratori cittadini, ha ribadito di essere contrario al nucleare, ed essere a favore, invece, del solare che, oltretutto, sarebbe anche un ottimo spunto per rilanciare le piccole imprese locali.
YURI BANDAZHEVSKY: UNA VITA DI RICERCHE
A seguito del disastro di Chernobyl del 26 Aprile 1986 Bandazhevsky portò avanti ricerche sui veri danni della sciagura e sullo spreco degli oltre 10 miliardi di rubli inizialmente stanziati per la liquidazione delle conseguenze dell'incidente nucleare. Gli esiti di queste azioni furono che il 18 Giugno 2001 venne condannato da un tribunale militare ad 8 anni di lavori forzati, con la possibilità di vedere una volta ogni tre mesi la moglie Galina. L'accusa mossa fu una millantata richiesta di denaro da parte del professore per l'ammissione di uno studente all'università dove lui insegnava. Nessun testimone e nessuna prova di tutto ciò, ovviamente. Grazie alla mobilitazione internazione e ad Amnesty International, che ne riconobbe lo status di "prigioniero di coscienza", nel 2001 ottenne il passaporto di libertà dalla Comunità Europea. Nonostante tutto ciò, tuttavia, oggi vive in Ucraina, nel suo Paese, vicino alla sua gente che ha bisogno di aiuto. Con tutti i rischi che ciò comporta.




