1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer>
Errore
  • XML Parsing Error at 1:382. Error 9: Invalid character

Anno nuovo, vita nuova

Giovedì 05 Gennaio 2012 09:51

PDF Stampa E-mail

marsondi Roberto Tartaglia

Anno nuovo vita nuova per la politica di Pontinia. Almeno così sembrerebbe. Sia da un lato che dall’altro. Sul fronte della maggioranza comunale è il direttivo del Partito Democratico a pronunciarsi.

In una nota, fa presente che sono in ballo nuove sinergie tra forze politiche, associazioni e cittadini con lo scopo di migliorare i servizi alla cittadinanza. Quelli del Pd si dicono “sempre più decisi ad archiviare polemiche e strumentalizzazioni per lasciare il campo a progetti mirati a migliorare il territorio”. Poi si rivolgono ai ragazzi e alla loro diffidenza nei confronti della politica, asserendo che “la Politica attuale ha bisogno di loro. Per questo l'adesione ideale a un partito deve essere vista come un'occasione, un esercizio importante di partecipazione e solidarietà per fare il bene della comunità in cui viviamo”. E, ironia della sorte, sono proprio i giovani, dall’altro lato, a rispondere indirettamente a questo spirito di iniziativa. Ma a modo loro. Alessandro Marson, che ha appena abbandonato il progetto di Orme Pontine, non si mette l’anima in pace e continua a credere in una politica giovane per Pontinia. Da poco, infatti, ha presentato il nuovo progetto “Pontinia domani”. L’obiettivo di Marson e dei suoi collaboratori è quello delle prossime elezioni. E di tempo ne hanno per organizzarsi. Marson afferma che l’ultimo consiglio comunale del 2011 è stato un chiaro esempio dell’appiattimento politico che si vive in città. In effetti sono state molte le voci che, nelle scorse settimane, si sono fatte sentire in merito: maggioranza e opposizione vanno d’amore e d’accordo e nessuno controlla sulle decisioni prese. Ma quella della “politica giovane” a Pontinia sembra più un’utopia che una speranza per il futuro. Sono anni, infatti, che si parla di integrazioni in tal senso ma, alla fine, i giovani, nella maggior parte dei casi, si ritrovano inesorabilmente fagocitati dai big della politica locale e relegati in un angoletto, dal quale l’unica via per uscire sembra essere l’associazionismo.