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Il Comune stringe la cinghia

Mercoledì 16 Novembre 2011 18:16

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Donnarummadi Roberto Tartaglia

Mentre l’Italia combatte il crollo delle borse, il nuovo spauracchio chiamato “spread” e si impegna nei confronti dell’Unione Europea, anche l’Assessore al Bilancio di Pontinia, Alfonso Donnarumma, annuncia periodi duri.

Specie per le associazioni. Donnarumma, infatti, in merito al bilancio preventivo per il 2012, ha dichiarato la necessità di ridurre le spese, anche a fronte del mancato contributo statale di 500mila euro. Tutto ciò si rende necessario, secondo l’Assessore, per evitare di aumentare il costo dei servizi o dar vita a nuove tasse. Si prevede un’estrema meticolosità nelle spese e la redazione di un regolamento per la richiesta di contributi a privati per sponsorizzare le iniziative pubbliche. Sempre ammesso che i privati non rispondano picche, dato che nessuno è escluso dalla crisi. Ma Donnarumma non si ferma qui e, come annunciato, prevede tempi duri per le associazioni che, d’ora in avanti, dovranno provvedere da sole alle spese, dato che il Comune non è in grado di garantire ulteriori finanziamenti, se non in cambio di servizi specializzati. Ma è giusto penalizzare le associazioni? Proprio ora che, grazie anche al loro impegno, Pontinia vede avviarsi un nuovo, florido periodo per la cultura. Perché, ad esempio, non si parla di riduzione degli stipendi per chi siede nel palazzo comunale? Tutto ciò sarà, infine, abbinato all’istituzione di un Consiglio Tributario che, congiuntamente con la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate, avrà come compito quello di stanare gli evasori e rimpinguare le casse comunali. E non si poteva fare prima? Come sempre accade, dunque, se non si giunge al punto di non ritorno non si reputano necessarie decisioni che, a pensarci bene, sembrano del tutto naturali. Decisioni che, forse, avrebbero potuto creare un cuscino più morbido su cui cadere, in tempi di magra. E tornano alla mente le parole pronunciate dal sindaco Tombolillo poco prima delle ultime elezioni comunali: “ho deciso di ricandidarmi perché ho voglia di lavorare bene in questi cinque anni, senza il peso del dissesto finanziario sulle spalle”.