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Un’assise ad alto pericolo di incendio

Mercoledì 05 Ottobre 2011 16:20

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consigliopontiniadi Roberto Tartaglia

Lo scorso 30 settembre si è tenuto un consiglio comunale di fuoco a Pontinia, dove ormai sembra diventata abitudine relegare in un angoletto i temi all’ordine del giorno e parlar d’altro.

Specie di questioni morali. La condanna al pagamento degli 831mila euro per il caso Tra.Sco. ai danni di Tombolillo, ex consiglieri comunali e amministratori della società mista ha scaldato gli animi di tutti. Specie dell’opposizione. Specie di Torelli. È stato suo, infatti, il palcoscenico nell’ultimo consiglio. Gli animi hanno iniziato a scaldarsi, appunto, con la questione Tra.Sco. per poi arrivare al culmine con il caso “demansionamento”. Di cosa si tratta? Alcuni dipendenti comunali, per la riorganizzazione del personale interno, passeranno dalla mansione di impiegato a quello di addetto pulizie. Questo ha fatto inalberare alcuni esponenti dell’opposizione. Anzi, Torelli per la precisione. Il giovane esponente del Pdl ha iniziato il suo show prendendo la parola di spontanea volontà, e non su indicazione del presidente del consiglio, per poi, a seguito di un ammonimento dello stesso, assumere un atteggiamento di sfida e invitando i vigili urbani a portarlo via dall’aula consigliare. Ovviamente questo non è avvenuto, ma, per calmare gli animi, si è deciso di spegnere i microfoni e interrompere la seduta per alcuni minuti. È alquanto singolare che in un periodo di forte difficoltà per il Pdl a livello nazionale, non solo di carattere politico, gli esponenti locali siano quasi ossessionati dall’aspetto morale della politica. Quasi si volesse tentare di ricucire un camicia strappata con un ago senza filo. Tutto ciò è avvenuto nonostante il sindaco Tombolillo, in apertura di seduta, abbia anticipato tutti dichiarando che i soldi verranno restituiti con gli interessi perché la decisione della Corte dei Conti non si discute. Il sindaco ha anche asserito: “occorre chiarire che siamo stati condannati per aver dato lavoro a nostri concittadini e non per aver speso soldi in ragazze escort”. Intanto Bilotta, ora in opposizione ma consigliere di maggioranza ai tempi del caso Tra.Sco e condannato al pagamento dell’ammenda, si defila e diserta la seduta consigliare. Ma fino a quando potrà utilizzare questa tattica? Quando fornirà una sua posizione ufficiale? Da che parte sta? La gente vuole risposte e una politica moralmente retta.