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PRESUNTI AFFARI PERSONALI NEL PALAZZO

Mercoledì 21 Settembre 2011 14:56

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consigliopontiniadi Roberto Tartaglia

Martedì 13 si è svolto un consiglio comunale di fuoco a Pontinia. Gli argomenti all'ordine del giorno erano tanti e tutti molto importanti, però, il punto sull'"Attuazione delle previsioni contenute nell'art. 10 (Edilizia Tipo A1.1) delle NTA del PPE, zona B- Sottozona B1" ha scatenato il putiferio.

Il punto prevedeva il voto sulla rinuncia al 15% del Lotto ex Enel. La rinuncia, approvata all'unanimità già dalla maggioranza consisteva nel rifiutare l'immobile per 170mila euro (stando alle stime degli ingegneri comunali). Tutto ciò ha fatto alzare la voce all'ex sindaco, Giuseppe Mochi. "Sappiamo che il terreno è di proprietà di un parente stretto di un consigliere di maggioranza - afferma Mochi - e l'amministrazione deve essere cauta nel fare affari con persone così vicine a consiglieri che aspirano ad acquisire una delega all'Urbanistica". Anche se i nomi non sono stati fatti, è noto che il consigliere in questione è Giovanni Bottoni. Una volta sollevato il punto, Bottoni ha lasciato l'aula, come da legge, lasciando la parola a sindaco, Mochi e Torelli. "Noi crediamo che, in tempi di tagli, siano più utili 170mila ero - ha risposto Tombolillo - che la speranza di un immobile in centro tra, forse, 3 anni. Non ci serve un immobile, né per i giovani, che presto avranno il sito ex Hilme, né per gli uffici, che potranno usufruire del museo non appena verrà spostato". Il discorso, tuttavia, non ha convinto Torelli, prima di tutto perché, a sua detta, l'immobile vale circa 220mila euro, e non 170mila, secondo perché le associazioni locali lamentano una carenza di spazi di aggregazione e quell'immobile farebbe comodo. A inasprire gli animi dell'opposizione, di sicuro c'ha messo lo zampino la tanto attesa nomina a capogruppo del Pdl. Che è andata a Ernesto Bilotta (assente), mandano su tutte le furie Mochi. "Chi l'ha deciso? Non ne sapevo nulla, perché?" si chiede l'ex sindaco. A rispondergli è lo stesso Torelli, "Parli tu di democrazia, che sei di Futuro e Libertà?". Si conferma, dunque, la frattura all'interno dell'opposizione già nota nel corso delle elezioni.