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ALLARME PER IL FENOMENO AGROMAFIE
Mercoledì 01 Giugno 2011 16:32
Effettuato qualche giorno fa il sequestro di quasi mille metri di terreno di proprietà della "Fondana Allevamenti" nel comune di Pontinia. L'azione, effettuata dal corpo di Polizia Provinciale e dall'Arpa Lazio è dovuta alla presenza di oltre 272 tonnellate di fanghi tossici non ancora trattati, accatastati nei pressi del fiume Ufente.
I fanghi provenivano da un'azienda casearia di Marcianise e, seppure la "Fondana Allevamenti" avesse l'autorizzazione a trattare simili prodotti, non lo faceva seguendo le dovute precauzioni. Ecco, allora, che il materiale veniva stoccato a pochi metri dal corso d'acqua senza alcun trattamento preliminare che ne eliminasse la tossicità. "Ora serve una bonifica immediata - ha dichiarato il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati. I liquami non devono continuare ad inquinare la falda e a mettere a rischio agricoltura e fiume. Ancora una volta le forze dell'ordine e la magistratura hanno operato per garantire la salute dei cittadini e dell'ambiente. Ora speriamo che diano risultati definitivi anche le indagini sulle modalità di trasporto dei fanghi e l'accertamento di eventuali altri abusi. Seguiremo la vicenda con attenzione, anche valutando un nostro esposto in merito". Marco Omizzolo, coordinatore provinciale di Legambiente a Latina, invece, ha commentato la vicenda così: "Il ritrovamento di fanghi a Pontinia è l'ennesima dimostrazione di quanto anche la nostra provincia sia, purtroppo, crocevia per il traffico di rifiuti pericolosi, con un fiorire continuo di discariche abusive. Un territorio colpito dal fenomeno delle ecomafie che, con il ciclo dei rifiuti, del cemento e le agromafie, spadroneggiano, inquinando un ambiente meraviglioso da tutelare ed esponendo a rischi gravissimi la salute della collettività".




