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I SEPULTURA, METALLARI INCALLITI

Giovedì 05 Maggio 2011 11:52

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sepultura2di Marco Fanella

Ciao a tutti care lettrici e lettori masticatori di musica, qui è il vostro umile ascoltatore- consigliere personale in campo musicale che vi parla dalle frequenze di MondoRe@le. Mentre cercavo tra i miei pensieri scombinati quale potesse essere un disco degno del vostro interesse, sentivo una forte voglia di qualcosa di potente, non pago dell'ottimo disco dei "Foo Fighters" recensito la settimana scorsa.

Infatti, il disco in questione era sì tosto, ma non al punto tale da placare questo mio torbido desiderio di caciara da stadio, di pogo estremo, di metal per dirlo con una parola sola: sano, vigoroso, potente metal. E allora ho cominciato la ricerca di qualcosa di nuovo da mettere sotto le orecchie ma dopo dieci minuti di ricerca una vocina in me, anzi un vocione, mi diceva che la risposta era nel passato, era in una musicassetta con una copertina inquietante e dal contenuto sonoro al vetriolo. Ebbene sì, non era necessario cercare troppo lontano, la risposta era lì che mi aspettava, quindi, rispolvero il mangiacassette (nel vero senso della parola!) e via, inserisco la cassetta malconcia. Ecco appena iniziata la prima canzone tornano alla mente i vecchi tempi da metallaro incallito e soprattutto l'eco del movimento trash metal che ha portato alla ribalta band come Anthrax, Metallica, Megadeth e altri ancora. Ma questi ragazzi della famosa cassettina, quando vennero fuori con "Arise", l'album del quale stiamo parlando, portarono alla luce un modo di fare metal che, pur attingendo anche dalle band maggiori, aveva un suo perché, si distingueva e ciò gli faceva onore. I ragazzi erano i "Sepultura", da San Paolo del Brasile, e portavano nelle loro canzoni tutta la rabbia e la fisicità della loro patria, unita ad una perizia nel riffing devastante, un cantato che rauco è dir poco e una sezione ritmica vulcanica. ariseBasta ascoltare l'opener "Dead Embrionic Cells" per capire di cosa sto parlando: il sound è potente e compatto, sia nei momenti più veloci e caotici che nei rallentamenti, peraltro divenuti marchio di fabbrica anche dei Soulfly, band dell'ex leader dei Sepultura Max Cavalera. Ascoltando "Subtraction", notiamo, oltre al riffing vario e originale, anche degli ottimi inserti di basso e un bel solo, a testimonianza che i tizi in questione se la suonano alla grande. "Desperate Cry" è un'altro pugno nello stomaco, concentrato di rabbia e potenza, senza perdere un colpo. "Altered State" cammina come un treno e i fill di batteria di Igor Cavalera alla batteria sembrano dei colpi di martello pneumatico, complice la sua naturale predilezione nel picchiare i tamburi dello stadio. Il solo fa il verso a Kirk Hammett dei Metallica, ma se ne discosta per la tendenza al dissonante. Al di là del giudizio sulle singole canzoni, quello che traspare dall'ascolto è l'estrema varietà dei tempi, dei riff, la ferocia esecutiva, la compattezza del muro sonoro creato dai brasiliani, e la testimonianza del loro valore emerge dalle poderose esibizioni live nel corso degli anni. Immaginate di assistere all'inizio di "Meaningless Movements" live, non sembra che sta per scatenarsi l'apocalisse, con quel riff martellante tipo mitra? Io non ho avuto la fortuna, ma basta guardare un dvd o su Youtube per rendersi conto del valore della band. Nel frattempo che cercate su internet, forse è il caso di rimediare "Arise" e sentirselo tutto d'un fiato: vi farà saltare dalla sedia. Occhio al soffitto!