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GENTE CHE SUONA ROCK BUONO E AUTENTICO

Giovedì 18 Novembre 2010 08:18

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731610di Marco Fanella

Rock. Parola breve e quanto mai esplicativa, almeno per le orecchie di noi musicofili. Vuol dire molte cose, spesso c'è chi se ne appropria per gloria personale e ciò mi irrita, ma purtroppo così va il mondo, qualcuno deve spacciarsi per rocker perché va di moda.

Per fortuna c'è gente che sa fare del rock come si deve, quello là si, quello sudaticcio e caliente degli anni Settanta, con voci stirate dal ferro da stiro, batterie rumorose all'inverosimile, riff di chitarra ossessivi e un sound della seicorde che sembra essere uscito da qualche diabolico elettrodomestico sfondato. Jack White, leader dei "White Stripes" conosce bene il rock nel significato più puro del termine e conosce gli ingredienti per architettare un bel colpo e finire in classifica a suon di cagnara. Quindi che fa, si circonda di loschi figuri provenienti da band di tutto rispetto, ad esempio Dean Fertita dei "Queens of The Stone Age", forma i "Dead Weather", scrive pezzi che sputano hard blues ovunque sul pavimento, mescola il tutto con un secchio di Led Zeppelin appena tirati fuori dal freezer e cotti a fiamma alta. Insomma tira fuori un prodotto rock nel senso più stretto del termine, come si faceva una volta, con suoni da antiquariato musicale, ma con una botta di tutto rispetto. Il linguaggio è semplice, qualche sortita pseudodigitale di certo non fa gridare al miracolo, ma la botta c'è, la grinta pure e ti viene voglia di zompettare. A livello di produzione il tutto è votato al vintage, dalle apparecchiature utilizzate per registrare agli strumenti musicali stessi, sembra quasi di tornare indietro trent'anni e la cosa bella è che questi musicisti ci credono, per loro il rock è quello là, altro che storie. E, vi dirò, secondo me fanno bene, o quanto meno "lo fanno" bene, basti ascoltare pezzi come "Die by the Drop", oppure "Rolling in on a Burning Tire", "Hustle and Cuss" e tornano in mente le jam sui palchi infuocati da Hendrix, dagli Zeppelin, dai Deep Purple, le serate allucinogene, i colori, le danze al suono di riff monolitici, le chitarre che si affacciavano nel mondo della distorsione, i batteristi pestoni... potenza della musica. Insomma, se vi piace il rock nudo e crudo, ma crudo davvero, non quel polpettino da classifica che ci somministrano come musica tosta, se amate le atmosfere seventies e vi sentite bene quando in un pezzo un riff viene suonato ottocentosettantadue volte, beh allora ascoltate "Sea of Cowards" dei "Dead Weather".