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Da Cappuccetto Rosso a Godzilla in poche note

Mercoledì 30 Novembre 2011 18:50

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Carcassdi Marco Fanella

Ciao a tutti, è sempre il vostro suggeritore di musiche ad oltranza che vi parla, sulle frequenze di MondoRe@le. Il freddo stenta a decollare nella sua accezione più polare e noi ci ritroviamo una volta con la sciarpa, una volta con il giubbottino primaverile, una volta con un premier nuovo programmato per ricostruire, un'altra volta con una ormai insopportabile classe politica, insomma la stagione è bella pazza.

Sì ma, a noi cos'è che ci rende veramente pazzi? Eh sì perché il confine tra sanità mentale e Psycho è molto labile, basta solo toccare il tasto giusto e cappuccetto rosso diventa Godzilla. Per esempio, Ciccio, bambino mite e pacioccone, non farebbe mai del male ad una mosca, eppure quando sente “This mortal coil” dei “Carcass” è capace di prendere a calci la cassetta delle lettere fino a farla diventare una lattina di cocacola, oppure di divertirsi a torturare il contatore elettrico del vicino fino a scardinarlo, potenza del death metal! Adalgiso invece va pazzo per la disco e se qualcuno per caso gli abbassa il volume mentre ascolta “Le Freak” degli “Chic” succede il finimondo. L'altro giorno ha lanciato il telefonino di suo cugino dal finestrino perché gli ha abbassato il volume sul ritornello, immaginate la scena: inizia “Freak...” e il volume scende inesorabile, Adalgiso afferra con violenza il telefono mentre il povero cuginetto strilla “Nooooo!” a rallentatore, stile Matrix, con voce ovviamente rallentata. Il povero aggeggio impatta contro la rupe e si frantuma in mille pezzi, mentre Adalgiso ancora inferocito e con i denti serrati alza il volume e torna a ballare sul sedile della macchina. Roberta è seduta sul pullman che ascolta “Grace” di “Jeff Buckley” ed è assorta nei suoi pensieri quando Guido si avvicina, gli ruba le cuffiette e corre verso la coda del veicolo. Roberta, imperturbabile, rimane ferma per tre secondi. Poi, con uno scatto felino, blocca Guido sui sedili posteriori, gli strappa le cuffiette e lo prende a “zainate” (decidete voi la marca!) in bocca finché lui non recita un salmo di scuse ufficiali in 24 lingue. Mai disturbare una rocker assennata. Poldo fa il saldatore presso una piccola azienda siderurgica e non lavora mai senza un disco degli Ac – Dc, in particolare ha un debole per una canzone: “T.N.T”. Ieri il suo capo si è avvicinato a lui minaccioso mentre il pezzo suonava al volume del tuono, intimandogli di spegnere, ma Poldo era talmente preso dalle scintille addosso al malcapitato pezzo di ferro e dalla potenza esplosiva del brano in questione che aveva scambiato il gesticolare del capo per una nuova preghiera buddista. Quando il boss ha commesso il tragico errore di staccare la spina dello stereo, la faccia del saldatore non era più quella di un comune saldatore (adesso sto imitando una ipotetica faccia da saldatore, provateci anche voi), nei suoi occhi non c'erano più le scintille della saldatrice, c'erano i fulmini del rock, non vedeva più il suo capo davanti a sé, ma un punching ball a forma di essere umano, un sacco da pugile dalle sembianze di un datore di lavoro. Poldo ha soltanto alzato un braccio per mimare un pugno ed il suo capo era già in ufficio a sbrigare le carte per un aumento di stipendio. Occhio a chi ama il rock, non provocateli o saranno guai grossi.