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IL NUOVO ALBUM DEI LEGITTIMO BRIGANTAGGIO

Mercoledì 21 Settembre 2011 14:35

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legittimobrigantaggioLiberamente Tratto (Cinico Disincanto/Audioglobe) è il nome del nuovo album dei Legittimo Brigantaggio. Uscito il 2 settembre 2011, co-prodotto con Roberto Cola al "Piano B Progetti Sonori" di Roma, registrato da Roberto Cola e Gianluca Agostini e masterizzato al "Reference Studio Mastering" da Fabrizio De Carolis, il disco contiene dieci nuove canzoni liberamente ispirate ad opere di varia natura artistica.

Gli stessi Briganti lo spiegano così: "Romanzi, saggi, film, poesie, quadri e fotografie sono i protagonisti, seppure in trasparenza, di scene narranti una realtà che si difende dall'Abitudine e a volte difende l'Abitudine da sè stessa. José Saramago, Bohumil Hrabal, Antonio Pennacchi, Erich Maria Remarque ed Ennio Flaiano tra i romanzieri scelti dai Legittimo Brigantaggio; Umberto Galimberti per la Saggistica; Joseph Nicéphore Niépce per la Fotografia (il gruppo ha dedicato un brano alla prima fotografia della storia del mondo), Giuseppe Pellizza da Volpedo per la Pittura, Pier Paolo Pasolini per la Poesia, François Truffaut per il Cinema. L'album pone in evidenza una cinica e disillusa presa di coscienza sui cambiamenti: mutazioni al di là delle mode e delle apparenze che si rincorrono negli anni, mutazioni che, allo stesso tempo, non apportano cambiamenti. Da qui il considerare l'Abitudine tanto come uccisione della scoperta e della curiosità intellettuale quanto come condizione indispensabile alla sopravvivenza. Abitudini in filigrana tra le parole del disco, abitudini dure a morire (come quella di uccidere, che non si estirpa neppure quando si ama), l'abitudine all'arrivismo di un collega troppo zelante che prenderà il merito di una scoperta, l'abitudine alla Pittura improvvisamente sconvolta dall'avvento della Fotografia, l'abitudine alle paludi trasformate in nuove città; altre volte è l'abitudine a distorcere i colori col grigio degli occhiali e nel far pensare che l'unica soluzione sia rimescolare, rimescolarci o correre come verso una carota incontro al nostro quarto d'ora di celebrità.