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KISS, TANTO TRUCCO E PURO ROCK
Mercoledì 20 Luglio 2011 14:58
Ciao, cari i miei amanti della nobile arte della musica, eccoci qui di nuovo a parlare di canzoni, band e quant'altro mentre fuori impazzano temperature da urlo.
L'estate si sente e a noi non resta che farci una bella birra fresca da veri rocker e metterci davanti al computer per scrivere qualcosa di sensato ma, soprattutto, darvi qualche dritta per i vostri ascolti. Ebbene il vostro redattore fa un tuffo all'indietro ed al rombo di macchine taroccate, chitarre indiavolate e tanta energia vi propone un disco che ha fatto la storia del rock, quello con la "R" maiuscola! Trattasi di "Destroyer", il disco del 1976 dei "Kiss", ovvero i campioni del rock in costume, coloro che con le loro quattro maschere (e alcuni cambi di line-up) sono diventati una icona del nostro tempo. Questi signori hanno iniziato quarant'anni fa e tuttora roccheggiano in giro per il mondo mai paghi di cotanto successo e cotanto rock! Ma la loro carriera non è stata solo rose e fiori: hanno perso un batterista (Eric Carr), si sono dati agli eccessi rischiandosela più volte, hanno litigato anche in tv, insomma gli è successo tutto quello che capita di solito alle grandi rock band. Tutto ciò, nel corso degli anni, non ha fatto altro che farli crescere ulteriormente: i ragazzoni non si sono mai tirati indietro anzi, hanno continuato a sfornare dischi e soprattutto a fare tour nel mondo portando i loro riff e le loro melodie ovunque. Fatta questa premessa, andiamo a parlare di "Destroyer", forse il loro disco migliore, il momento più alto della loro produzione musicale. Trattasi di una vera gemma del rock, un album che contiene canzoni indimenticabili come "Detroit Rock City" e "Shout It Out Loud", un vero e proprio inno nei loro concerti.
Questo è anche il disco in cui si fonde egregiamente la componente teatrale della band, da sempre loro marchio di fabbrica (andate a vedere le loro maschere ed i loro costumini), messa in evidenza nei live, e la capacità di comporre canzoni che funzionano alla grande: riescono a fondere riff pesanti come macigni con ottime melodie, senza dimenticare il fatto che sono tutti ottimi cantanti. Si passa da momenti solenni e un po' cantautorali come quelli di "Great Expectations" al rock spaziale e potente di "Flaming Youth", manifesto di una certa gioventù "bruciata"; si passa dalla già citata ma sempreverde "Shout It Out Loud", rock limpido e potente, alla malinconia pura di "Beth", vera strizzata d'occhio al pop più pop, con pianoforte, chitarra acustica e voci smielate, ma si sa loro sono plateali e diretti, si sapeva dall'inizio che volevano e avrebbero fatto successo a tutti i costi. Se poi vogliamo rimettere le mani in pasta rock, allora chiudiamo con "Do You Love Me": ritornello super ficcante, testo pieno di significati "primordiali" e via sulle freeways americane. Criticati, osannati, dimenticati e riciclati 'sti signori stanno sempre lì, sul palco a divertirsi e farci divertire come pochi, con le loro scenografie, i loro trucchi, ma soprattutto le loro canzoni che stanno di diritto nella storia. I Kiss sono ormai una leggenda, ma ascoltando questo disco andiamo a vedere da dove sono partiti, ovvero da musica onesta e anche un po' ruffiana: ma il rock non è forse anche questo? Godetevi "Destroyer" senza pregiudizi: "it's only Rock and Roll !"




