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GUIDA PER L’AMORE, LA DECADENZA E LA DISPERAZIONE
Giovedì 14 Luglio 2011 07:15
Caldo, caldo e ancora caldo, l'estate è più viva che mai e noi qui ad arrovellarci su come placare le nostre voglie audiofile, alla ricerca del disco estivo e godereccio da consumare in macchina coi finestrini aperti ed il volume a palla, oppure con la voglia di fare un ascolto impegnato approfittando del fresco della sera, ovviamente per chi il fresco ce l'ha! Il signorino qui presente fa parte, almeno in questa occasione, di quelli della prima categoria, ovvero i ricercatori del disco facile, digeribile e anche bello, perchè no?
Gira che ti rigira mi imbatto in una band di giovanotti scapestrati, precisamente tre ragazzi di Liverpool sentiti in radio che mi hanno incuriosito non poco ed hanno fatto in modo che io scrivessi questa recensione. Trattasi dei "Wombats" ed in particolare del loro penultimo disco dal titolo:"A Guide to Love, Loss & Desperation". La band ha ben chiaro cosa vuol tirare fuori dalla propria testa e dai suoi strumenti, catturando l'attenzione con un bel sound minimal rinvigorito da arrangiamenti intelligenti, a volte quasi meccanici, a volte melodici e diretti. A livello di sezione ritmica si passa da groove molto intelligenti a pestate classiche col botto, con un basso sempre denso e mai fermo, una chitarra dal suono scarico ma efficace, ottimi inserti di synth, peraltro mai invadenti o troppo caratterizzanti, quasi a lasciar intendere che il sound del gruppo non vuole essere troppo artefatto, pena una perdita di immediatezza. Il cantato è nella norma, non siamo di fronte al nuovo Bruce Dickinson (per chi non lo conosce è il cantante degli Iron Maiden), ma sinceramente la loro musica non ne ha bisogno.
Il nostro singer canta un po' con quella voce da college band, senza esagerare con la modalità festaiola sguaiata, anzi ci mette del suo e lo fa con una buona intonazione e melodie che funzionano egregiamente. I pezzi hanno tutti un certo tiro, vedi ad esempio "School Uniforms", con il suo andamento dritto come un treno intervallato da stacchetti al fulmicotone e rallentamenti melodici tendenti al rock classico. Ma loro nel rock scolastico non ci cascano, perchè hanno la grande capacità di condire canzoni all'apparenza semplici con delle belle trovate strumentali, senza essere autoindulgenti e virtuosistici all'eccesso. "Kill The Director" è un'altro pezzo adrenalinico e potente, pur non avendo muri di chitarre ma semplicemente una band di tre elementi che però suonano molto bene, e qui come al solito viene da meditare sulle effettive capacità strumentali di tante band del mainstream spesso fatte di...parole. "Here Comes The Anxiety" parte piano, cresce forte e finisce morbida, basandosi su linee melodiche semplici ed arrangiamenti molto meno semplici, "Backfire at The Disco" è un pezzo dance-rock condito di coretti simpatici e sorretto da un ottimo groove, "Patricia The Stripper" si sorregge su un bel riff portato avanti da chitarra e basso per poi esplodere in un ritornello dal sapore rumoristico, se non fosse per la bella melodia di voce. L'impressione che mi sono fatto della band è che questi ragazzi hanno una loro idea di suono molto personale e piacevole all'ascolto (almeno secondo me), fanno degli ottimi incastri con i loro strumenti ma senza esagerare, tenendo sempre presente l'obiettivo canzone, cosa che gli fa onore. In tempi in cui si suonano troppe note, oppure se ne suonano pochissime perchè "basta co 'sti assoli", però magari pure quelle tre note vengono suonate coi piedi, i "Wombats" sono un'ottima alternativa al pressappochismo imperante, fanno bene all'umore in piccole dosi, se ascoltati frequentemente possono provocare dipendenza, comunque fanno il loro dovere in una estate torrida sulla spiaggia a fare caciara con gli amici oppure semplicemente in macchina o dove vi pare, basta ci sia almeno una bella birra fresca ed un lettore cd.




