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LA POLICE ERA DA CHIAMARE DAVVERO
Mercoledì 29 Giugno 2011 17:11
Ciao a tutti amici audiodivoratori, il vostro amico recensore oggi è qui a farvi il resoconto dell'evento di cui parlava la settimana scorsa. Per chi era assente, beh si arrangia! Scherzo ovviamente. Si trattava del concerto, l'unico in Italia, del batterista dei Police Stewart Copeland, accompagnato dalla sua band.
Bene, chiarito questo, ho la necessità di farvi una premessa: il concerto era pubblicizzato come uno show in cui Stewart avrebbe suonato il repertorio Police ed avrebbe ripercorso la storia della band in una breve chiacchierata, nella quale avrebbe presentato il suo libro, frutto appunto di questo percorso con una delle più grandi rock band di tutti i tempi. Fatta la premessa, via libera al povero recensore che, nonostante sia noto essere una persona assai tollerante, vuole proprio dire la sua sul concerto e su un certo modo di fare "capitolino" che, vuoi o non vuoi, fa venire diversi dubbi e fa crollare tutte le accuse o le semplici folcloristiche illazioni su un presunto provincialismo altrui (ammesso che essere provinciali sia un'offesa!). Andiamo al sodo: entriamo nella splendida cornice di Villa Celimontana, proprio vicino alle Terme di Caracalla, posto esteticamente fantastico, cornice ideale per un qualsiasi evento. C'è poca gente ma siamo in anticipo, quindi di corsa a fare la fila per comprare qualche cibaria. Ad attenderci anche delle belle birre fresche che non guastano, tutto a prezzi da concerto, e non fa una piega. Seduti, si parte con la band di apertura del figlio di Copeland, un trio fusion che suona pezzi con stacchi impossibili, testi spesso recitati a velocità disumane, insomma un purista del virtuosismo poliritmico potrebbe apprezzare, gli umani... magari non proprio. Dopo un quarto d'ora di meccaniche elucubrazioni strumentali, per le quali comunque va reso onore ai tre musicisti (molto bravi senza dubbio, ma...) salgono sul palco un presentatore, il traduttore del libro di Stewart e un musicista della band, Vittorio Cosma, peraltro infortunato ad una mano. Inizia uno pseudo salotto che sa molto di "Harem" con Catherine Spaak, ovviamente senza la bellissima presentatrice: i tre signori iniziano una serie di voli pindarici per narrare le gesta del musicista, mentre proprio lui stenta a salire sul palco, continuano imperterriti a lodarsi e sbrodolarsi di parole per circa mezz'ora. Iniziano i mugugni. Sale Copeland sul palco e prende subito la guida della conversazione con fare ironico e ciò gli fa prendere qualche applauso, continua la solfa sul libro che ormai è diventato l'argomento della serata e per finire inizia la "Corazzata Potemkin": una serie di video assurdi, peraltro spiegati nel dettaglio da Stewie, in cui lui insegue le giraffe con un cavallo, e la cosa assurda è che i suoi ospiti sul palco sembrano quasi stupiti e affascinati: ma l'avranno mai visto un cavallo? Forse non avevano mai visto una zebra? I mugugni si trasformano in qualcosa di ben più concreto ed intellegibile, e non sto qui a descrivere le espressioni. Finalmente inizia il concerto: suonano della musica rock tipo world music di maniera; dei grandi successi dei Police neanche l'ombra. Sale Max Gazzè, che mi sta simpatico ma che perde punti perché sale sul palco col foglio in mano: non sa il testo della canzone. Sale Niccolò Fabi, interpreta appassionatamente un pezzo, tanto di cappello, ma il pezzo lo conoscevano in due. Dopo circa mezz'ora mister Copeland butta le bacchette e scappa. Tutti pensano sia uno scherzo, Stewie risale e suona un altro pezzo. Poi scappa di nuovo... definitivamente. Morale della favola: più di mille paganti truffati, di cui una percentuale, quella più consapevole, inveisce contro tutto e tutti oppure mugugna in continuazione frasi a tratti irripetibili. Ma la cosa più buffa è l'altra parte dell'audience, quei tizi che vanno ai concerti fichi, perché è fico fare i fichi davanti al gruppo fico in un posto fico, e tra questi annovero anche signore "ricarrozzate" e mariti "arrotondati" da cotanta pecunia: per tutti loro il concerto è stato bellissimo, un vero spettacolo, accidenti che performance, hai sentito che rullate tesoro? (Mentre la moglie dorme sulla sedia rischiando di cadere ogni due minuti). Non me ne voglia nessuno ma a me tutta 'sta serata sa veramente di inghippo pecoreccio e volemose bene, alla faccia di tutti, compresi i "provincialotti" come il sottoscritto, che sono partiti da Sezze Romano per andare a vedere un "concerto" (ho incontrato una ragazza che veniva addirittura da Firenze!). Per finire: complimenti all'organizzazione per l'eccellente lavoro preparatorio e per l'effettiva riuscita di una bellissima, colossale... truffa.




