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IL SINDACO SPIEGA L’OPERATO DEL COMUNE

Giovedì 05 Maggio 2011 12:08

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mastraccimaenzadi Luca Morazzano

In seguito ai dubbi aizzati dal volantino del 21 aprile a firma del coordinamento del PD, il sindaco Francesco Mastracci, anche lui mediante affissione di un manifestino, ha voluto chiarire le motivazioni dell'Ente ed infatti si legge: "Le RSA sono strutture con accesso libero a chiunque ne faccia richiesta, ospitanti persone non autosufficienti che non possono essere assistite in casa e che necessitano di cure mediche di più specialisti e di una articolata assistenza sanitaria.

Diversamente dalle case di riposo, tali strutture assicurano assistenza medica, infermieristica e riabilitativa. Secondo la normativa vigente (D.G.R. 380/2010) ogni anno i Comuni della Regione Lazio, entro il 30 giugno, sono tenuti a presentare richiesta di contributo per far fronte alle spese sostenute infavore di utenti che si trovano in RSA. La richiesta è specifica e nominativa per ogni singolo utente che ne possieda i requisiti e il contributo erogato, debitamente rendicontato, non può essere destinato ad altri interventi di natura social, pena la decadenza del suo riconoscimento da parte dell'ente erogante. Le spese per le RSA sono in larga parte a carico del Servizio sanitario nazionale, in parte a carico della Regione, in parte a carico dell'utente e solo in minima parte a carico del Comune di Maenza. La casa di riposo, invece. È una struttura abitativa gestita da privati che possiedono l'autorizzazione ad esercitare e destinata a persone almeno parzialmente autosufficienti che usufruiscono del servizio a fronte del pagamento di una retta mensile (locazione) a loro totale carico. Tutto ciò non è stato regolamentato dal Comune di Maenza ma dalla Regione Lazio e comunque, qualora siate a conoscenza di una normativa che stabilisca un modus operandi difforme, l'Amministrazione sarà a vostra disposizione per recepire eventuali suggerimenti alle questioni sollevate". Risolta la tecnica della questione, il sindaco Mastracci passa poi all'affondo politico: "Sarebbe più auspicabile che un direttivo di partito del quale, a quanto è noto sapere, fanno parte persone con un certo grado di istruzione nonché ex consiglieri comunali, si documentasse prima di divulgare false ed infondate informazioni".